TECHE: musica

Il tema della prostituzione nella canzone d'autore italiana

a cura di Alessandra Di Medio

Il caso Zero

Quando, assieme a Stefano, Fulvio, Paolo e Irene/Irina abbiamo lanciato l'idea di aprire una jag-session sul tema della prostituzione nella canzone d'autore italiana, mi è venuto subito in mente di parlare in primo luogo di Renato e della canzone "Marciapiedi", tratta dal LP Artide-Antartide (anno 1981: allora non c'erano ancora i CD).

Non che mancassero altri spunti:


Zero· Provocatorio: “Mi vendo”
· Scandaloso: “Sbattiamoci”
· Disponibile: “Come mi vorresti”
· Femminista: “Santa Giovanna”
· Marchettaro: “Notte balorda”
· Marinaro: “La fregata”
· Grammaticale: “Sesso o Esse”

 

Il testo è quello che segue (con la musica sarebbe meglio...)

 

Marciapiedi stanchi
La pioggia spazzerà
La polvere e i ricordi
Bagnati di città…
Passi frettolosi
D’un avido via vai…
Chi trascina il tempo,
Clienti attesi…
E’ la vita
Che
Passando sporca un po’ le dita…
Lungo i marciapiedi
Il vento porta via
L’ultima occasione
O la tua prima compagnia…

Bambino imparerai
A camminare,
Scopri il sesso dietro un muro
O sulle scale…
E’ peccato o lo confondi,
Se sia giusto farlo o no
Ti domandi…
E’ li
La vera scuola che
Poi ti segna
Sulla pelle quello che
Non s’insegna…
La palestra della vita
Sta inventando i giorni tuoi!…Una sfida!
Vecchi marciapiedi
Malati di realtà,
Poliziotti e preti
Tra i fiori e oscenità…
Occhi aperti
Su melma e cieli prima mai scoperti…
Non scandalizzarti dei marciapiedi…
Lì sta il mondo, che non sai, che non vedi…
Marciapiedi screditati
Per vergogna o vanità dimenticati!
No, non ridere dei miei marciapiedi!
Lì, ero un uomo, quello a cui tu non credi
Ma se cammini, se vai avanti
È perché i marciapiedi
Sono tanti…

 

Non viene mai citata una sola volta la parola "prostituta" o "meretrice" o altri sinonimi del "mestiere più antico del mondo": ciononostante il tema ricorre continuamente: in quel "clienti attesi", nello scoprire "il sesso dietro un muro o sulle scale…" e soprattutto nella metafora della "vera scuola" che "segna sulla pelle quello che non s’insegna".
Questa canzone mi piace perché, come in tutto il lavoro di Renato, c'è l'invito a cercare di capire una realtà che apparentemente non ci riguarda, piuttosto che a rifiutarla, scandalizzandosi, condannando, nascondendo, dimenticando. Soprattutto perché non è poi così scontato che "quel mondo" ci sia completamente estraneo.

Chissà quanti matrimoni all'apparenza perfetti sono sopravvissuti grazie a qualche ora di sesso a pagamento ogni tanto...chissà quante volte ci siamo lavati la coscienza facendo l'elemosina al barbone all'angolo della strada... forse è proprio grazie all'umanità che vive la strada che il nostro mondo "civile" può continuare a vivere. Immagino che questo sia il senso dell'ultima strofa: "Ma se cammini, se vai avanti è perché i marciapiedi sono tanti…"


Ma forse la prostituzione più grave non è vendere il corpo ma la propria anima: sacrificare i propri ideali agli standard codificati della vita borghese: il matrimonio, la casa, la macchina, un lavoro fisso e "rispettabile"... E' di questa prostituzione che parla un'altra canzone di Renato: "Un uomo da bruciare", anno 1976, LP "Trapezio".

 

Adesso che sei il garzone del droghiere,
E con le mance in tasca sei un signore,
A questo punto, puoi aspirare a tanto, anche a lei…
Sua madre quella strega, sempre uguale,
Con gli occhi da assassina, così venale…
Diventerà finalmente un po’ cordiale.
Ti sentirai più forte, un uomo vero,
O si …
Parlando della casa da comprare,
E già…
E lei ti premierà, offrendosi con slancio…
L'avrai… L'avrai…
Con slancio e con amore,
L'avrai… Ma tu non sai, il prezzo che dovrai pagare!
Scappa! Fuggi! E salva qualche cosa in te!
E non lasciarli fare… Non diventare, un uomo da bruciare!
L'aria! L'aria! Che respiravi poco tempo fa…
Ha ancora il suo profumo, di cose vere,
Di cose pure di libertà!
Oh no! oh no,
Non domandarti dove… Come…
Come trascinerai la vita tua…
Con chi…
Con chi cancellerai il tuo nome…
Per chi…
Due etti di prosciutto,
Sì, signora.
È ancora a letto con la febbre, il suo bambino…
Che peccato… Vuole anche il formaggino!
La vita dietro un banco a costruire,
Un avvenire che le possa dare,
La sicurezza… Un'auto… Qualcosa da invidiare…
L'avrai…
L'avrai… L'avrai… Con slancio e con amore…
L'avrai… Ma tu non sai, il prezzo che dovrai pagare!
Scappa… Fuggi… E salva qualche cosa in te!
E non lasciarli fare…
Non diventare, un uomo da bruciare!