TECHE: musica
"Desolation row" - Bob Dylan
a cura di Fulvio Lanna e Giorgio Penco
Il punto di Fulvio Lanna
Forse
una delle più belle ballate mai prodotte da
un musicista contemporaneo.
" Vicolo della desolazione" non e' un luogo circoscritto, bensì un
mondo aperto.
E' il mondo dei peggiori aspetti dell'uomo, delle peggiori abiezioni, delle più squallide
attitudini.
Tutta l'abilità di Dylan di graffiare il muro creato dall'ipocrisia perbenista
viene fuori in una sorta di lungo lamento che, in forma onirica ed ironica, rappresenta
innumerevoli ed inquietanti personaggi che sembrano fantasmi emergenti dalle
nebbie della memoria dell'autore. Il testo e' inoltre ricco di allegorie, di
sorprese poetiche e di visioni dissacranti, ma suggestive.
La musica è struggente, fortemente ispirata e si snoda in forma di ballata.
L'impressione che ho ricevuto è che la conclusione del brano avvenga non
già per esaurimento del tema, chè anzi potrebbe continuare ancora
a lungo, ma per la determinazione dell'autore di porre una fine narrativa ben
precisa.
Non stanca la scarna orchestrazione, n è la voce roca di Dylan.
Il contrappunto di Giorgio Penco
Si tratta di una descrizione delle attività di un gruppo di scimpanzè ammaestrati
forniti da un circo ed utilizzati in un esperimento. Il nerratore racconta
ciò che ha potuto vedere e le sue impressioni personali. Le prime
righe dicono:“stanno vendendo cartoline dell’impiccagione e
dipingono i passaporti di marrone” purtroppo dopo queste due righe
si può solo capire che qualcosa deve essere accaduto: il narratore
non appare più lucido ed i risultati dell’esperimento non sono
chiari. Probabilmente una delle scimmie, nel dipingere i passaporti deve
aver passato una pennellata anche negli occhi del narratore che quindi non è più stato
in grado di vedere bene e, forse, potrebbe anche aver avuto delle allucinazioni
dovute al dolore provocato dai solventi (contenuti nella vernice) negli
occhi.
I riferimenti all’ambulanza nonchè alla luna ed alle stelle quasi
nascoste riportati, evidentemente, quasi in un delirio avvalorano l’idea
che la vista fosse offuscata dalla vernice e che sia stato necessario portarlo
in ospedale. Tutto il resto è solo il prodotto di una mente sconvolta
dalla sofferenza e potrebbe tutt’al più, essere utilizzato per fornire
materiale ai neurologi.

