TECHE: Manoscritti Perduti

Ode alla penna a biro

a cura di Fulvio Lanna

Canna di penna, bianco rigido tubo
portatore di vita
la mia mano ti spezza su aridi fogli
e ti strappa parole d'amore

La tua merce si nasconde, si piega un po'
e tu, canna di penna l'hai sempre assecondata
come un'arma pronta ad uccidere
come una dolce, antica carezza

Mio corpo di penna, siederò a guardare
le tue dolci rime.
E tu mi narrerai storie che l'uomo
inconsapevolmente
ti soffia nell'anima,
e tu ti arrenderai,
odierai vedermi in lacrime
mentre ti chiedo il nero cuore
mentre ti strappo il rosso cuore.

Ode alla cipolla

a cura di Fulvio Lanna

Cipolla,
anfora luminosa,
petalo a petalo
si formò la tua bellezza,
squame di cristallo ti accrebbero
e nel segreto della terra oscura
si arrotondò il tuo ventre di rugiada.
Sotto la terra
fu il miracolo
e quando apparve
il tuo rozzo stelo verde,
e nacquero
le tue foglie come spade d'orto,
la terra accumulò il suo potere
mostrando la tua nuda trasparenza,
e come in Afrodite il mare remoto
duplicò la magnolia
innalzando i suoi semi,
la terra
così ti fece,
cipolla,
chiara come un pianeta
e destinata a brillare
costellazione costante,
rotonda rosa d'acqua,
sopra
la tavola
della povera gente.
[...]

Ode alla gamba della sedia

a cura di Fulvio Lanna

Liscia
liscia e nervosa
collabori.
Il legno ti impasta ti innerva
e tu cresci nel povero mondo
della stanza bassa.

Gamba puntello ricciuto
pila che non guardi
non discrimini, non scegli,
non mortifichi.

Tu sarai preziosa
e non stancherai lo sguardo
dell'esteta.