TECHE: Manoscritti Perduti

MATTINA

a cura di Stefano Caporali

Ungaretti perduto

Mettendo ordine tra i documenti della biblioteca dei Manoscritti perduti, ci si trova di fronte alla genesi più probabile della più nota poesia di Ungaretti.
Come si può infatti negare l'assonante musicalità di questi versi con quelli ben noti di Mattina?

«della guerra
l'odore,
di me
un lumino
d'incenzo
che in un breve
moto
vi verso
»

Se i suoni sono inconfondibili i significati, le ispirazioni, sono certamente di diversa origine. Qui infatti l'autore sembra riferirsi ad una voglia di coprire gli orrori/odori della guerra con emozioni più forti ma più pure.
In appunti successivi si trova una versione più vicina al risultato che noi conosciamo

«dalla terra
il mare
ed io
m'illumino
d'immenso
con un breve
moto
di sguardo
»

Ora l'ispirazione viene da un improvviso cambio di paesaggio che porta agli occhi l'immensità del mare messa a confronto con la pochezza della guerra.
Su altri appunti le prime tre righe sono tuttavie cancellate con un tratto deciso di penna; un ulteriore passo di ermetizzazione che porterà al "m'illumino d'immenso" che tutti conosciamo.