TECHE: Manoscritti Perduti

Four-Euro Bill / Four Goals
Front and Back Four-Euro Bills

a cura di Sugar

Warhol perduto

 

E. Warhol, Four Euro Bill / Four Goals, [1962?]Continuano i sorprendenti ritrovamenti di opere considerate ormai disperse o di cui si ignorava addirittura l’esistenza.
Ed è ancora la volta di Andy Warhol!
Dopo il fortunato ritrovamento delle «14 teste di dipendente Telecom» sono emerse- secondo un’accreditata Agenzia Stampa - ben due opere sconosciute del protagonista della Pop Art.
E. Warhol, Front and Back Four Euro Bills, [1962?]Le due serigrafie erano letteralmente seppellite nel deposito di un noto mercante d’arte newyorchese tragicamente scomparso, nascoste sotto un cumulo di materiale dismesso, di tele di nessun valore, di vere e proprie “croste”. Sono - come d’incanto - “venute alla luce”, mentre era in corso la sgombero del magazzino, voluto dagli eredi.
L’attribuzione è incontestabile come attesta la perizia calligrafica effettuata sui titoli di ciascuna opera, vergati sul verso delle tele con calligrafia nervosa e incerta, di sicura mano dello stesso artista.
Si tratta di sue serigrafie su tela, di dimensioni diverse: «Four-Euro Bill / Four Goals» (15 x 25 cm)
« Front and Back Four-Euro Bills» (30 x 50 cm).
Senza data, sono sicuramente ascrivibili al 1962 (anno in cui Warhol iniziò a serigrafare su tela immagini preesistenti) o attribuibili ad un periodo di poco successivo.
Sono, inoltre, tematicamente e stilisticamente analoghe alle “ripetizioni” della serie dei dollari proprie di quegli anni: i «Dollar Bills, consistenti in una (ad es.: «One-Dollar Bill», 1962) o in più banconote…. ( ad es.: «Front and Back Dollar Bills», 1962; «Eighty Two-Dollar Bills. Front and Rear», 1962).

Il tema rappresentato in entrambe le serigrafie è lo stesso: una banconota da quattro Euro. In «Four-Euro Bill / Four Goals» è riprodotta una sola volta, solo nel recto. In «Front and Back Four-Euro Bills» è riprodotta due volte, sia nel recto che nel verso. In quest’ultimo caso l’iterazione, ripresentando le immagini più e più volte col risultato di desemantizzarle, le traduce in semplici motivi decorativi.
La riproduzione del recto non è però identica in entrambe le opere. Il fenomeno non stupisce, essendo noto quanto fosse caro a Warhol l’effetto dell’annebbiamento, della sfocatura, delle variazioni cromatiche, della parziale cancellazione di certi dettagli (già presente in Man Ray) ed è peraltro dello stesso artista l’affermazione: «Non sono mai stato capace di riprodurre un’immagine in modo chiaro e semplice e di farla identica alla precedente.» (da Le Garzantine. Arte, lemma “Warhol”, Milano, Garzanti, 2002, 3.ed. aggiornata)

Ciò che stupisce, invece, è la banconota rappresentata: si tratta di “Euro” una divisa sì reale, ma che sarebbe stata adottata quasi quaranta anni dopo la realizzazione delle opere in questione!
Ancora più sorprendente è il valore della banconota: quattro Euro… contro i più comuni tagli da cinque, da dieci, ecc….
Non è assolutamente da trascurare, poi, l’immagine riprodotta sul recto: nell’inequivocabile gesto dell’uomo rappresentato non si può non ravvisare l’immagine di un noto giocatore che, quasi al termine di una partita di calcio, invitava un avversario a ritirarsi in buon ordine, dopo che la sua squadra aveva subito ben quattro goals.
Immagine trasmessa sin quasi alla nausea dalle emittenti televisive.
Immagine sicuramente presente anche nell’inconscio di quanti, pur non seguendo gli avvenimenti sportivi, sono sottoposti al condizionamento subliminale insito in ogni passaggio televisivo.

Si passi ora all’analisi del verso della banconota, riprodotto in «Front and Back Four Euro Bills».
Pur nella mancanza di nitidezza dei contorni, ad un’attenta analisi filologica, non può sfuggire che la serie, apparentemente anonima, espressa nella consueta stringa alfanumerica (RMJUV4008022004) può essere scomposta in:
RM=Roma - JUV=Juventus 4-0
E che la restante successione dei numeri può essere interpretata come una data: 08/02/2004, giorno della fatidica partita e dello storico risultato!

La conclusione è stringente: Warhol ha riprodotto come banconota l’Euro, una divisa che sarebbe stata reale soltanto in un lontano futuro ed ha scelto come iconografia quella legata all’evento che avrebbe segnato un avvenimento sportivo.
Sorge spontanea la domanda: come poteva avere Warhol nozione di realtà… ancora da venire?????
Per trovare una spiegazione plausibile è necessario rifarsi all’indole stessa dell’artista. Dai suoi scritti emerge l’immagine di un uomo travagliato da ossessioni e da angosce di ogni genere, di fobie di varia natura e tutte da manuale. Di un essere trapassato dall’ansia; terrorizzato dalla morte; incapace di vivere solo con se stesso: in sintesi il più perfetto esponente della New York nevrotica, pansessuale e anfetaminica degli anni Sessanta. Preoccupante la descrizione del suo status, dichiarato dallo stesso artista: «Non casco mai a pezzi perché non sono mai assieme» (A. Warhol, «La filosofia di Andy Warhol», Genova, Costa & Nolan, 1990)
In soggetti psichicamente così labili non sono infrequenti fenomeni paranormali, che si esprimono spesso in episodi di preveggenza, come è chiaramente esposto negli scritti di eminenti studiosi, specialisti nell’ambito delle patologie psichiche.
E’ supponibile che la percezione e la successiva rappresentazione dell’Euro sia nata così in tale ambito.

Non si può sfuggire, però, a un altro interrogativo: perché sono fusi due accadimenti diversi, di diversa portata storica quali l’adozione della moneta unica europea ed una partita di calcio???
Le motivazioni possono essere varie: in primo luogo l’effetto“ritorno dal futuro” per cui spesso gli eventi si accavallano e sovrappongono…
Non è trascurabile, poi, la difficoltà di ricezione da satellite e la deformazione (e spesso sovrapposizione) delle immagini dovute alla curva della sfera di cristallo.
A tuttoggi non è noto se Warhol interrogasse gli astri e se - in caso affermativo - si servisse di quello che è considerato fra i più classici strumenti “di lavoro”degli indovini (la sfera di cristallo): è certo, però, che questo recente ritrovamento sarà l’elemento catalizzatore di nuovi, numerosi studi sull’artista e soprattutto di ulteriori analisi approfondite sull’uomo e sulla sua personalità.