TECHE: Brani

"Viaggio al termine della notte" -
Louis Ferdinand Celine

a cura di Alessandra Di Medio

Viaggio al termine della notte"Quando non si ha immaginazione morire è poca cosa, quando se ne ha, morire è troppo. Ecco il mio parere. Non avevo mai capito tante cose in un colpo solo".

 

"Non ti serviranno a niente qui i tuoi studi, ragazzo! Mica sei venuto qui per pensare, ma per fare i gesti che ti ordineranno di eseguire. Non abbiamo bisogno di creativi nella nostra fabbrica. E' di scimpanzé che abbiamo bisogno. Ancora un consiglio. Non parlare mai più della tua intelligenza! Penseremo noi per te, amico!"

 

"D'altronde, nella vita quotidiana, pensiamo che cento individui almeno nel corso di una normalissima giornata desiderano la tua povera morte, per esempio tutti quelli che gli dai fastidio, pigiati in coda dietro di te sul metrò, poi tutti quelli che passano davanti al tuo appartamento e non ne hanno uno, tutti quelli che vorrebbero che tu abbia finito di far pipì per farla loro, infine, i tuoi figli e altri ancora".

 

"Aveva d'altra parte un buon carattere Alcide, servizievole e generoso e tutto. L'ho capito più tardi, un po' troppo tardi. Era prostrato dalla formidabile rassegnazione, quella stessa qualità di base che rende i poveri diavoli dell'esercito o d'altre parti così pronti a uccidere o a far vivere. Mai, o quasi, chiedono il perché gli umili, di tutto quel che sopportano. Si odiano gli uni gli altri, e tanto basta".

 

" Quel che è peggio è che uno si chiede come l'indomani troverà quel po' di forza per continuare a fare quel che ha fatto il giorno prima e poi già da tanto tempo, dove troverà la forza per quelle iniziative sceme, quei mille progetti che non arrivano a niente, quei tentativi per uscire dalla necessità opprimente, tentativi che abortiscono sempre, e tutti per arrivare a convincersi una volta per tutte che il destino è invincibile, che bisogna sempre ricadere ai piedi della muraglia, ogni sera, sotto l'angoscia dell'indomani, sempre più precario, sempre più sordido ".

 

"Forse è anche l'età che sopraggiunge traditrice, e ci annuncia il peggio. Non si ha più molta musica in sé per far ballare la vita, ecco. Tutta la gioventù è già andata a morire in capo al mondo nel silenzio della verità. E dove andar fuori, ve lo chiedo, quando uno non ha più dentro una quantità sufficiente di delirio? La verità è un'agonia che non finisce mai. La verità di questo mondo è la morte. Bisogna scegliere: morire o mentire. Non ho mai potuto uccidermi io".

 

"Ah! Se l'avessi incontrata prima, Molly, quando c'era ancora il tempo per prendere una strada invece che un'altra! Prima di perdere il mio entusiasmo su quella troia di Musine e su quella stronzetta di Lola! Ma era troppo tardi per rifarmi una giovinezza. Si diventa rapidamente vecchi e in modo irrimediabile per giunta. Te ne accorgi dal modo che hai preso di amare le tue disgrazie tuo malgrado. La natura è più forte di te, ecco tutto. Ci prende le misure in un certo genere e non puoi più uscirne da quel genere lì. Avevo preso la strada dell'inquietudine. Si prende pian piano sul serio il proprio ruolo e il proprio destino senza rendersene ben conto e poi quando ci si volta indietro è troppo tardi per cambiare. Si diventa tutti agitati e rimane tutto così per sempre".

 

"L'amavo sinceramente, ma amavo ancora di più il mio vizio, quella voglia di scappare da ogni posto, alla ricerca di non so cosa, per uno stupido orgoglio senza dubbio, per la convinzione di una specie di superiorità".

"Evitavamo con Molly le confidenze complicate. E poi, lei era decisa. Era troppo sincera per avere molte cose da dire a proposito di un dispiacere. Quel che capitava dentro le bastava, nel suo cuore. Ci abbracciavamo. Ma io non l'abbracciavo bene, come avrei dovuto, in ginocchio a essere sinceri. Pensavo sempre un po' a un'altra cosa, al tempo stesso, a non perder tempo e tenerezza come se volessi conservare tutto per un non so che di meraviglioso, di sublime, per più tardi, ma non per Molly, e non per questo. Come se la vita si portasse via, mi nascondesse quel che volevo sapere di lei, della vita in fondo al buio, mentre avrei perso il mio slancio ad abbracciare Molly, e che allora non ne avrei avuto più abbastanza, e che avrei perso tutto in fin dei conti per mancanza di forza, che la vita mi avrebbe ingannato come tutti gli altri, la vita, la vera amante dei veri uomini".

 

" Il treno è entrato in stazione. Non ero più molto sicuro della mia avventura quando ho visto la macchina. L'ho abbracciata Molly, con tutto il coraggio che avevo ancora nella carcassa. Avevo una gran pena, autentica, una volta tanto, per me, per lei, per tutti gli uomini. E' forse questo che si cerca nella vita, nient'altro che questo, la più gran pena possibile per diventare se stessi prima di morire ".

 

"Per lasciarla mi ci è voluta proprio della follia, della specie più fredda e brutta. Comunque ho difeso la mia anima fino ad oggi e se la morte domani venisse a prendermi non sarei, ne sono certo, mai tanto freddo, cialtrone, volgare come gli altri, per quel tanto di gentilezza e di sogno che Molly mi ha regalato nel corso di qualche mese d'America".

 

" Così finiscono i nostri segreti quando li esponi all'aria e in pubblico. DI terribile in noi e sulla terra e in cielo s'è forse solo quello che non è stato ancora detto. Saremo tranquilli solo quando tutto sarà stato detto, una volta per tutte, allora finalmente faremo silenzio e non avremo più paura di stare zitti. Ci saremo ".

 

" Piangeva. Era arrivato in fondo anche lui. Non gli si poteva dire più niente. C'è un momento in cui sei solo quando sei arrivato in fondo a tutto quello che ti può capitare. E' la fine del mondo. La stessa pena, la tua propria, non ti risponde più e bisogna tornare indietro allora, tra gli uomini, non importa quali. Uno non fa il difficile in quei momenti perché anche per piangere bisogna ritornare là dove tutto ricomincia, bisogna ritornare con loro ".[cfr. Petrarca- La cameretta]