TECHE: brani
"La persona con cui si parla" - Han Fei Tse
a cura di Roberto Moretti con digressione di Giorgio Penco
Queste considerazioni ci spiegano il perchè dell'incomunicabilità delle persone...
«Nel parlare con una persona non è difficile saper cosa dire, né scegliere il metodo di ragionamento con cui render chiaro ciò che si vuol dire, né trovare il coraggio di dire apertamente e sinceramente ciò che si pensa. Difficile è conoscere l'anima della persona con cui si parla, e adattarvisi. Se la persona con cui si parla ambisce alla fama di altruista e idealista, e tu le parli di profitti e di guadagni, penserà che sei gretto e volgare, e si terrà alla larga da te. Se invece è una persona a cui piace il guadagno e tu le parli di idealismo, penserà che sei un inetto e non vorrà aver nulla a che fare con te. Se la persona con cui parli ama apparire un uomo di rigidi principi, ma in segreto ambisce al guadagno, e tu le parli di princìpi, fingerà di essere d'accordo con te ma non ti prenderà in confidenza; se le parli di grossi guadagni, senza darlo a vedere farà tesoro dei tuoi consigli, ma agli occhi del mondo ti terrà a distanza. Sono cose che si debbono sapere. Spesso gli affari [di stato] si svolgono in gran segretezza, e il trapelare di una notizia ne determina il fallimento: se fai capire che conosci i segreti, sei in pericolo, anche se di quei segreti non hai lasciato trapelare nulla. Se un alto personaggio ha qualche difetto e tu gli dai un consiglio troppo aperto e sincero, sei in pericolo. Se, prima di avere conquistato la fiducia dell'uomo con cui parli, gli dici tutto quello che pensi e gli offri un consiglio, e lui lo segue, ti prenderà in odio se l' impresa è riuscita e in sospetto se è fallita, e tu sei in pericolo. Gli alti personaggi amano che tutto ciò che fanno sia attribuito a loro merito, e se tu lasci capire che hanno semplicemente seguito un tuo consiglio, sei in pericolo. Sei in pericolo anche se suggerisci apertamente di fare ciò che hanno già in animo di fare, perché in tal caso temono che il merito sembri tuo, e non loro. Ma cerca di forzarli a fare ciò che non vogliono o a non fare ciò che vogliono, e di nuovo sarai in pericolo. Perciò si dice che se parli a un potente come se lo credessi un gentiluomo pieno di idealismo, egli penserà che lo prendi in giro, e se gli parli come se lo credessi interessato a piccoli guadagni e meschini profitti penserà che sei un adulatore timido. Se gli parli di ciò che gli piace, penserà che vuoi un favore; se gli parli di ciò che odia, crederà che lo metti alla prova o cerchi di provocarlo. Se parli troppo poco crederà che non sai nulla, se parli troppo si stancherà di te. Se intavoli un argomento con noncuranza penserà che sei timido, se ti dilunghi sui tuoi grandi piani e progetti ti giudicherà maleducato o insolente. Bisogna conoscere bene tutte queste difficoltà, insite nel parlare a una persona»
Applicazione al calcio di Giorgio Penco
verissimo ...
e d'altronde:
se parli di un giovane promettentissimo calciatore a Sensi egli proverà subito a comprarlo (pur non avendo i soldi per farlo), ma, prima ancora di farlo, racconterà a tutti i giornalisti che incontra che ha già in mano un giovane asso e che l'acquisto è praticamente già concluso facendo in questo modo fallire la trattativa. in ogni caso al momento della iscrizione al successivo campionato egli si accorgerà (a prescindere dal numero di acquisti effettivamente conclusi e dai relativi importi) di avere un passivo di bilancio mostruoso.
se parli di un giovane promettentissimo calciatore a Moratti egli lo comprerà immediatamente, a prescindere dal ruolo, dalle caratteristiche e dalle esigenze tecniche dell'allenatore, pagandolo una valanga di soldi e facendogli ricchissimo ed onerosissimo contratto salvo poi (dopo un paio d'anni) accorgersi che il giocatore in questione era un attaccante e che la squadra disponeva già di altri 18 attaccanti.
se parli di un giovane promettentissimo calciatore a Galliani o a Berlusconi essi si affretteranno a comprarlo, soprattutto se si tratta di un attaccante e comunque a prescindere dalla sua effettiva utilit à, ma mentre concludono l'acquisto convocheranno la stampa per stigmatizzare gli sprechi e le spese eccessive nel mondo del calcio ed auspicare una gestione economica più parca e bilanci più sani.

