SESSION: Discussioni

Sangue e distruzione

The Jag

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E' di rovente attualità l’interrogarsi sulla sorte delle 2 simone (rapite in iraq) e sulla crudeltà con cui i terroristi-guerriglieri-patrioti-criminali-resistenti (a seconda dei punti di vista) giustiziano e sgozzano vittime più o meno innocenti.

ieri mattina, durante una trasmissione radiofonica che va in onda su radio rai 1 e che si chiama GOLEM, il conduttore ha paragonato (in modo forse irriverente, ma certo molto efficace (ed appropriato?)) le urla dell’ultima vittima sgozzata con le urla strazianti e disperate dei maiali che vengono scannati, quasi ritualmente, dai nostri contadini.

si può discutere sull’associazione tra uomini e maiali, ma per chi come me ha una qualche ascendenza culturale contadina ed ha visto dal vero lo strazio atroce della morte di un maiale scannato (tra l’indifferenza degli esseri umani partecipanti) non poteva esserci paragone più forte e vivido.

gli eventi e le morti violente e vistose stanno ormai spingendo la maggior parte degli occindentali ad esprimere il loro sdegno per l’atrocità e la barbarie delle esecuzioni capitali messe in atto dai terroristi ed il disgusto per una cultura (quella islamica) che sempre più viene vista come barbara, arretrata, incivile e vergognosamente capace di ignorare i “veri valori della civiltà umana e della umana convivenza”. in questo frangente sul conto dell’islam vengono poi messi come al solito anche altre “questioni” come la condizione di sottomissione delle donne.

tuttavia a me sembra abbastanza ovvio che l’attribuzione dell’etichetta di “barbaro” o di “incivile” possa essere giustificata e sensata solamente laddove esista un criterio chiaro per definire cosa vogliono dire termini come “avanzato”, “progredito”, “civile” o “arretrato”, “barbaro” ed “incivile”. inoltre deve essere chiaro quali siano i “veri valori della civiltà e della convivenza”. infine questa chiarezza deve essere tale e così convincente da consentirci di superare ogni possibile dubbio basato sul fatto che altri (per esempio i musulmani) possano liberamente avere una opinione diversa dalla nostra pur continuando ad essere, come noi, civili e progrediti.

DOMANDA

Esistono davvero (e quali sono e perchè), secondo voi, i valori ed i criteri cardine irrinunciabili (e così autoevidentemente validi da risultare assolutamente convincenti per chiunque) sulla base dei quali noi possiamo dire che “i terroristi sono barbari” e “noi siamo civili”?

Autore

certo che esistono i criteri richiesti, è che in questo momento proprio non mi vengono in mente.

Parlando sul serio mi sembra una delle domande più difficile che tu abbia mai posto. Altro che cosa è la vita e cosa è la morte!

proviamo con questa definizione, molto limitativa ma che utilizzerei per rompere il ghiaccio: "è terrorismo ciò che è causa volontaria e su larga scala della morte di persone comuni non coinvolte nelle motivazioni scatenanti il terrorismo stesso. Inoltre il terrorismo mette in discussione la sicurezza di ogni individuo indipendentemente dal suo ruolo, dalle sue ideologie e dal luogo in cui vive"

Si eliminano così gli omicidi comuni (non sono su larga scala). Si elimina la pena di morte (a parte gli errori giudiziari non si tratta di persone comuni non coinvolte e non è su larga scala). Si elimina la guerra? Si se la guerra è intesa come lotta tra stati e non come azioni di guerriglia, guerra civile etc. non che questo giustifichi la guerra, tantomeno quella preventiva.

Certamente con la definizione data non si elimina l'eccidio dei maiali.

Mi rendo conto della limitatezza della risposta ma il tema è troppo ampio e preferisco circoscriverlo un pò ed aspettare le repliche.

Autore

il quesito che tu poni e’ di quelli che danno origine a discussioni di durata indefinita.

Intanto la definizione di terrorismo deve essere resa a seguito di un’analisi approfondita della realta’ socio-culturale nella quale esso si sviluppa.

Inoltre non sempre nella sfera del terrorismo rientrano parametri relativi alla possibilita’ di perdita di una vita umana.

Il caso delle due ragazze italiane rapite, ne e’ un caso emblematico. Puo’ anche darsi che, alla fine, le due siano rilasciate, ma, avendo posto delle condizioni da qualcuno giudicate inaccettabili, il gesto dei rapitori non risultera’ alla fine meno terroristico di quanti hanno ucciso.

Terrorismo e’ tutto cio’ che utilizza per i propri scopi un metodo del quale, in qualche modo, si cerca o si e’ accertato l’effetto terrore.

La morte ci terrorizza? Piu’ di uno di voi rispondera’ affermativamente.

Eppure esistono, nel nostro mondo, popolazioni che praticano il cannibalismo. Danno percio’ la morte ad altre persone in modo sistematico ed organizzato. Anche a persone comuni non coinvolte nelle motivazioni che hanno determinato la loro morte.

Ma io non chiamerei tutto cio’ terrorismo.

Quindi propongo, prima di rispondere sulla domanda riguardo la civilta’, di soffermarci sul tema del terrorismo.

Nel frattempo, mi sembra chiaro che vada effettuata una netta differenziazione tra civilta’ e tecnologia, tra valori e disponibilita’ di beni economici… Le cose “potrebbero” anche coincidere, ma non e’ detto…

Io, per esempio, pur non avendo un euro, mi considero assai civile…

Alla prossima puntata sul tema

Autore

talora le menti eccelse vacillano e sono schiantate nel tentativo di trovare in sè lo spazio per accogliervi l’Infinito laddove menti assai più mediocri, non trovando mai l’ardire per guardare al di là del proprio giardino, rimangono ben salde.

CHIARIMENTI

sono ben conscio che l’ampiezza del problema da me posto è davvero enorme, eppure (paradossalmente) mentre riconosciamo che probabilmente questo problema va ben al di là delle nostre capacità e delle nostre certezze, difficilmente esitiamo e raramente rinunciamo a giudicare questo o quell’altro come “incivili” o “arretrati” o “barbari”.

credo che tutti noi abbiamo avuto più volte modo in queste ultime settimane di ascoltare giornalisti, politici e uomini di chiesa, ma anche amici, parenti, colleghi di lavoro, ecc. emettere giudizi definitivi bollando talvolta gli iraqeni con il marchio di terroristi ed incivili, talaltra gli americani con quello di guerrafondai arroganti e violenti.

probabilmente anche noi stessi in qualche occasione avremo espresso il nostro parere e ci saremo indignati per la violenza degli sgozzamenti oppure per la vergogna di una guerra senza giustificazioni.

ora, al momento in cui diamo un nostro giudizio su questi temi, dovremmo avere ben chiari i presupposti razionali su cui ci basiamo. non possiamo tacciare un popolo di terrorismo se non abbiamo ben chiaro cosa il terrorismo sia. non possiamo accusare qualcuno di barbarie (in quanto terrorista) se non siamo in grado di dire se e quale legame realmente ci sia tra terrorismo e barbarie.

vorrei poi aggiungere che il tema da me proposto non era tanto legato in sè al terrorismo, bensì alla civiltà-inciviltà: quali sono i presupposti per potersi definire civili? o per poter definire qualcuno “incivile” e “barbaro”? la pratica del terrorismo è uno di questi presupposti”? è un presupposto necessario? è sufficiente? e, più in generale, ha senso parlare di “civiltà”? la civiltà è un concetto assoluto oppure è soggettivo? può un terrorista definire con qualche ragione “incivile” chi terrorista non è proprio per il fatto di non esserlo? esistono una direzione “buona” ed una “cattiva” dell’evoluzione umana? e quali sono?

MIA OPINIONE

io, per me, non mi vergogno ad affermare che non credo affatto che il terrorismo possa essere un criterio di valutazione del livello di civiltà. anzi, vorrei aggiungere che non credo affatto che esistano una direzione “buona” ed una “cattiva” dell’evoluzione umana. sono convinto che la guerra sia “male” non per motivi morali assoluti, ma solamente in quanto questo è il comune sentire di molta parte dell’umanità. ne consegue che la guerra non è male in assoluto, ma solo per chi crede che essa sia male. e lo stesso avviene per il terrorismo.

naturalmente, in un mondo che comunque e sempre (anche in democrazia) è retto e governato mediante l’applicazione di rapporti di forza (talvolta esplicitamente affermati, talaltra soltanto sottintesi), non si può negare anche ai pacifisti il diritto di “difendersi dai violenti e dai terroristi”.

ma difendersi dai terroristi (o dagli americani imperialisti) NON è un diritto assoluto discendente dal trovarsi dalla parte del BENE. è invece solamente l’espressione del diritto di ognuno di lottare per imporre in un ambito più o meno ampio le proprie idee e le proprie esigenze anzichè lasciarsi imporre quelle altrui.