SESSION: Discussioni

Lipoconsonantica

The Jag

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Dalle sconcertanti capacità deduttive del nostro cervello alla possibile errata interpretazione della Bibbia...

Interessante ricerca. Le conclusioni mi sembrano giuste….
Leggete a tutta velocità

Sceodno una rcrecia sovtla in una uviniserta' iatilana , non ha
ipmotrzana in qalue odrnie le ltetree snoo dsioptse in una proala
l' ucina csoa ipmotratne e' che la pmira e l' utlmia ltereta sanio al
psoto gustio . Il rseto puo' esrese una tolate cnfosounie ed esrese
acnroa cmpolteanemte cmprosneilibe . Qeutso prehce' non lgegamio ongi
sniolga letreta ma la praloa nlela sua itnezreza

Chi non ha capito?

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Aee(+2) ioo(4) i(1) ua(1) aa(4)...

Aeaa

PS: vabbé tutelare le minoranze, ma anche la maggioranza avrà pure dei diritti. (Giudici abruzzesi permettendo... )

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M'avete subissato con dubbie mail scientifiche (inglesi...?)
sull'inutilita' di leggere tutto perche' i miei neuroni hanno una granularita' visiva
che si ferma alle parole, per cui basta tenere fermo inizio e fine e mescolare
il tutto che tanto il sapore e' lo stesso...
Poi vengo a sapere che state dissertando sull'inutilita' delle vocali
(mi pare) rispetto alla comprensibilita' lessicale...
Cito la Settimana Enigmistica" dove da anni (da oltre un secolo) si puo'
trovare un simpatico giochino che si chiama "Il Tipografo Distratto",
che faesattamente le stesse mescolanze caratteriali (!?!) con annessa
soluzione a pag. 46 (la mitica che salva dalla follia!)...
Ora vi dimostro che gia' da tempo illustri pensatori si sono posti il
problema e che il risultato, se di tale si puo' parlare, a volte e'
preoccupante. Il testo di riferimento, consigliabile caldamente agli
insonni incalliti, e':
"La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea" di Umberto Eco,
ed Economica Laterza - 1996.
Tralascio il capitolo 4 (l'"Ars Magna" di Raimondo Lullo) che da solo
puo' condurre alla follia ma e' affascinante per chi ama la matematica
combinatoria, e mi concentro su di una parte che ricorda come tra le
varie teorie emerse nei secoli, alcune considerino e cerchino di dimostrare
che l'ebraico e' la vera lingua perfetta. Per chi non lo sapesse (come il
sottoscritto, ma prima...) l'ebraico e' lingua che scritta non ha
vocali, che si aggiungono solo in fase di lettura!!! Esempio: YHVH e' il nome
sacro di Dio (Iahve'). (semplifico, mi fermo, e non introduco le varie forme
di esercizio in uso per lettura ed esegesi...).

Un grande pensatore e tuttologo convinto di cio' e' stato Pico della
Mirandola, amico di Mitridate e studioso di Abulafia.
Riporto quanto scritto a pag. 133-134 del libro di Eco:
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Per esempio nella "Expositio primae dictionis" dello Heptaplus (1489),
Pico cosi' interpreta la prima parola della Genesi, hereshit ("In
principio"), lanciandosi nelle piu' spericolate operazioni permutatorie e
anagrammatiche.
Dico una cosa meravigliosa, inaudita, incredibile [...]. Se uniamo la
terza lettera alla prima, viene ab. Se alla prima raddoppiata si unisce la
seconda, viene bebar. Se leggiamo tutto, salvo la prima, si ha resit. Se
uniamo la quarta alla prima e all'ultima, si ha sciabat. Se poniamo le
tre prime nell'ordine in cui stanno, ne viene bara. Se, lasciata la prima,
poniamo le tre seguenti, ne deriva rosc. Se, tralasciata la prima e la
seconda, poniamo le due successive, ne viene es. Se, lasciate le tre
prime, uniamo la quarta all'ultima, seth. Di nuovo, se uniamo la seconda alla
prima, si fa rab. Se poniamo dopo la terza la quarta e poi la quinta ne
deriva hisc; se uniamo le due prime alle due ultime si ha berith. Se
uniamo l'ultima alla prima, si ottiene la lettera dodicesima e ultima che e'
thob volgendo il thau nella lettera theth con un procedimento comunissimo in
ebraico [...]. Ab significa padre; bebar nel figlio e attraverso il
figlio (infatti la beth preposta vuol dire entrambe le cose); resith indica il
principio; sciabath il riposo e la fine; bara creo'; rosc testa; es
fuoco; seth fondamento; rab del grande; hisc dell'uomo; berith con patto; tob
col bene; e se ricostruiamo ordinatamente tutta la frase, essa si
presentera' cosi': 'Il padre nel figlio e per il figlio, principio e fine ossia
quite, creo' il capo, il fuoco e il fondamento dell'uomo grande con patto
buono' (trad. Garin, pp. 378-79).

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Ignoravo il fatto che l'ebraico scritto non avesse vocali. Mi sembra geniale ma non spieghi con quale criterio poi queste si inseriscano nella lingua parlata.
Possibile che in tutta la lingua ebraica non vi siano parole "consonanti-equivalenti"? Ad esempio "tutto" e "tetti" in italiano avrebbero la stessa scrittura
«Ttt»
che matematicamente possiamo porre come:
"tutto = tetti mod (uoei)"
In ebraico situazioni del genere potrebbero aver stravolto l'intera storia religiosa moderna:
"Dio creatore di tutto"
sarebbe infatti "mod (uoei)" un semplice muratore o al più un palazzinaro (tra l'altro dedito all'abusivismo vista la fretta di costruire prima il tetto dello stabile al fine di evitare l'abbattimento).
Ma potrebbe anche essere un chirurgo plastico "mod (uoee)" o un abile talent scout "mod (uooi)"...

Per quanto riguarda Pico di Paperis sono convinto che con un metodo simile si può anche far venire fuori:
"devo smetterla di uscire con Paperoga perché comincio a fare discorsi tipo i suoi"

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Cmmnt snz vcl dll prssm rg snz cnsnnt:

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vorrei solo segnalare che se fosse vero quanto voi asserite, probabilmente gli ebrei dovrebbero rassegnarsi a perdere, a vantaggio degli ittiti, il loro presunto ruolo di popolo prescelto che diverrebbe ingiustificabile considerando che Dio potrebbe a buon diritto meritare l'appellativo di

Creatore degli iTTiTi !