SESSION: Discussioni

C'è una crepa in ogni cosa !

The Jag

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Apologia della Polemica.C'è una crepa in ogni cosa

 

La polemica è una controversia accesa e prolungata che, nel senso comune, si identifica con una discussione o contestazione fine a sé stessa, fatta per puro spirito di contraddizione.

Ho scelto tre osservazioni che possono sintetizzare buona parte del concetto di polemica:

A. messaggi costruiti più per cercare e sottolineare eventuali errori o imperfezioni nei contributi altrui che per proporre una visione personale o arricchire gli altri con un contributo originale e articolato

B. rispondere a delle singole frasi, ma senza neppure aver letto o compreso il senso che esse hanno e il contesto

C. cercare il singolo appiglio ove far leva; la piccola crepa che consenta di attaccare le idee altrui piuttosto che sovrastarne l'edificio con la superiore altezza del proprio

Lo so, potreste dire che il concetto andrebbe definito meglio, con più cura, ma lo fareste con puro spirito polemico e vi chiedo quindi di astenervi dal contestare almeno questo aspetto.
Le frasi non sono mie, a dirla tutta, sono osservazioni di cui sono stato destinatario.

La polemica, quella vera, è sterile, assolutamente priva di connotazione positiva o negativa. Non è una vera e propria critica perché, chi è polemico per vocazione, saprebbe contestare con la stessa convinzione un'affermazione e il suo contrario, parteggiare per una fazione o per la sua opposta.
La critica invece deve essere costruttiva o distruttiva con l'intento di proporre, e non solo di rilevare. E' comunque basata su argomentazioni solide, ragionate e fortemente convinte. La polemica ha invece come unico scopo quello di "parlare sopra", tenere accesa una discussione senza necessariamente proporre alternative, nuove visioni, ma rilevando ed evidenziando quanto viene fatto emergere sul tema.
Nonostante questo è difficile distinguere un critico da un polemico. Prendiamo Mollica, sedicente critico. Pochi lo sanno ma in realtà si tratta di un acuto polemista, uno che è a favore a prescindere, per spirito di contro-contraddizione. I suoi commenti sono sempre a favore, non c'è mai un attacco alle idee ma solo accondiscendenza, indulgenza. Questa è polemica pura: si decide da che parte stare prima ancora di sapere di cosa si parla. E' la polemica più subdola, distruttiva anch'essa, ma su cui non mi soffermerò in queste righe.

Lo ammetto, il punto A e il punto B rispecchiano piuttosto fedelmente lo spirito di molte mie posizioni. Ma il diritto di polemica lo considero privo di colpe, anzi ne riconosco un valore che forse non è immediato.

Intanto c'è da dire che proporre contributi originali è cosa piuttosto rara da parte di chiunque, a meno di idee talmente stravaganti da avere un'elevata probabilità, ma non la certezza, di essere effettivamente originali.
Quanti contributi realmente originali avete ricevuto nella vostra vita? Considerate che un contributo non può essere classificato come originale solo perché vi risulta nuovo.

Passando al tema della comprensione del contesto, quest'ultima è resa possibile solo se i contesti sono sufficientemente chiari e definiti. Anche in questo caso, le discussioni sui massimi sistemi difettano di queste due caratteristiche.

Per il resto le prime due osservazioni sono ben mirate e individuano uno spirito polemico. Ma è certamente la terza che ne sintetizza il concetto:
cercare il singolo appiglio ove far leva; la piccola crepa che consenta di attaccare le idee altrui piuttosto che sovrastarne l'edificio con la superiore altezza del proprio
Polemicamente devo dire che l'ultima parte dovrebbe essere omessa. Se per entrare in una discussione si dovesse disporre di un edificio di idee superiore a quello degli altri sarebbero in ben pochi ad accettare un dialogo. Ma sono i piccoli edifici accanto al castello che creano la città. Il castello da solo non avrebbe alcun senso.
Resta il tema della crepa, perché: c'è una crepa in ogni cosa, ed è quindi sempre possibile, ma non necessariamente facile, attaccare le idee altrui facendo leva su qualche piccola fessura. E' una proprietà insita nelle scienze umane, nel linguaggio stesso che non sembra proprio fatto per comunicare le idee così come loro appaiono nel nostro cervello. E' come nel gioco del passaparola, (quello originale non il format TV) quando trasformiamo un'idea in parole e le comunichiamo ad altri, questi le ricevono e le interpretano riportandole allo stato di idee nel loro cervello. Il significato ne viene necessariamente stravolto. Così anche se, per assurdo, la crepa non esistesse nell'idea originale, si viene a formare nel corso di questo processo. E il polemista trova terreno fertile per le sue dissertazioni.
Ma la ricerca delle crepe è una colpa? E' un atteggiamento negativo?
No, se una crepa c'è non è perché qualcuno la cerca. Se ne sta lì in attesa di allargarsi e far crollare l'intero edificio di idee quando meno te lo aspetti. Magari presa per tempo potrebbe essere richiusa, sanata, e la polemica può aiutare in questo senso. Impone all'interlocutore di continuare a ripensare, rivedere, controllare le proprie idee, motivarle e rafforzarle, argomentandole in modo che diventino più solide e stabili.

Facciamo un'analogia. Quando una dimostrazione matematica viene sottoposta ad altri matematici questi la analizzano cercando il rigore logico di ogni passaggio. Se una sola crepa viene trovata l'intero costrutto crolla. La ricerca però non è fatta con lo spirito di trovare una soluzione ma solo con quello di verificare quella proposta. Non ci sono edifici più elevati da mostrare, non tutti i matematici sono dei geni; c'è solo la necessità di verificare che quanto esposto sia corretto. E lo spirito usato è molto più simile a quello polemico che a quello critico.
Il caso più noto sul tema è relativo alla dimostrazione del teorema di Fermat. Wiles ne propose una pubblicamente nella quale fu trovata l'impercettibile crepa che, lentamente, scavando pian piano, fece vacillare l'intero costrutto. Chi individuò la crepa non propose un'alternativa, non poteva, la congettura era irrisolta da secoli. Eppure permise a Wiles di riprendere in mano le sue argomentazioni, pulirle, metterle a posto e passare alla storia come colui che ha dimostrato il teorema. Se la crepa non fosse stata trovata subito ma dopo molti anni, Wiles forse non sarebbe riuscito a rimettersi in discussione entrando invece nell'elenco di quelli che avevano fallito. E la congettura sarebbe ancora irrisolta.

In definitiva, dal mio punto di vista, la polemica non ha necessità di proporre altre visioni, altre proposte, ma può portare gli altri a formularne di migliori da soli.

C'è una crepa in ogni cosa, ed è da lì che passa la luce [L. Cohen]