RESOCONTI: Giochi d'infanzia

Giochi d'infanzia a Pitigliano

di Stefano e Angelo

Mi racconta mio padre che nel dopoguerra ,intorno al '47, a Pitigliano si giocava con i pezzi di carrarmati tedeschi abbandonati durante la ritirata.

Pitigliano

[Foto di Bruno]

 

Durante la fuga, infatti, i carri che si rompevano o si incastravano nei fossi venivano lasciati lì e i soldati procedevano su altri mezzi. Gli abitanti del luogo li depredavano di tutto il possibile. Restavano però ai ragazzi i "cuscinetti": piccole sfere che venivano riadattate a ruote. Si producevano così rudimentali  "monopattini" e "cariole". I primi con volante smontabile, le seconde, ricavate da cassette di frutta, dotate di manubrio. Il botto a fine discesa era, comunque, inevitabile Era poi d'uso che i ragazzi delle 4 contrade del paese si sfidassero a "battaglia con le spade di legno". Il luogo dello scontro erano "le macerie" ditero la piazza principale. I gruppi di 7 o 8 elementi davano vita a duelli anche molto duri. In uno di questi, fu colpito l'occhio di uno degli sfidanti che cominciò a urlare :"Mi ciondola, mi ciondola!" a causa della spiacevole sensazione provocata dall'impatto. All'ospedale l'occhio fu salvato grazie a un lungo periodo di bendatura. Ma in un paesino un grido come quello lanciato equivaleva a un vero e proprio battesimo e Miciondola portò con sè il fardello dell'occhio, che non tornò mai del tutto normale, e del suo nuovo nome. Un altro gioco molto in voga ai tempi era la corsa dei cerchioni: un bastone spingeva un cerchione di bicicletta lungo i campi in una gara a chi giungeva primo al traguardo.