RESOCONTI: Giochi d'infanzia

Giochi d'infanzia a Monteverde (Roma)

di Fulvio Lanna

Una breve presentazione

Via Ozanam (da www.paginegialle.it)

Da piccolo (fino alle elementari) abitavo in via di Donna Olimpia, nella valle tra Monteverde nuovo e Monteverde vecchio. La casa dove abitavo è rappresentata dal triangolo rosso e giallo nella mappa.

All'epoca i soli palazzi costruiti erano il mio (8 scale di 10 piani, senza ascensore, senza riscaldamento; bianco travertino con l'angolo curvo nella piazza), e quello che nel quartiere si chiamava "grattacielo" (non ho mai capito perché...) con grandi finestroni a forma di oblò.

Intorno c'erano solo la scuola elementare/media, la chiesa con annesso cinema, una ex fabbrica demolita (Ferro Betòn) della quale era rimasta in piedi solo un'altissima ciminiera fatta di mattoni e, dall'altro lato della strada, una collina che saliva verso via di Villa Pamphili.

A metà  di questa collina c'era l'ingresso di una catacomba di epoca romana che sembra si collegasse a quelle di San Pancrazio e di là addirittura a Santa Priscilla (Ardeatino). Fatto sta che, durante la presa di Roma che portò all'unità d'Italia, in quelle catacombe si rifugiarono e combatterono gli invasori, i Garibaldini ed i resistenti, i Papalini. Gli Americani all'epoca facevano le guerre con gli indiani.

Ecco perché spesso, a seguito di nostre intrepide ispezioni nelle gallerie (impauriti dal buio ed eccitati per l'avventura), ritrovavamo svariati oggetti dell'epoca: pezzi di moschetti, baionette ed una volta addirittura un avanzo di teschio!

Purtroppo ora chi visitasse quella collina potrebbe trovare solo una lunga fila di palazzi costruiti sopra l'ingresso delle catacombe... Questa si' che e' "Roma sparita"!

Nella ex Ferro Betòn, si trovava un po' di tutto. Mucchi di macerie, canneti e sparpagliati ovunque, pezzi di ferro (che noi raccoglievamo e rivendevamo ad un rottamatore ambulante a 10 Lit/Kg), lucertole, insettucoli vari. Questo era il teatro delle nostre quotidiane scorribande.

E dei nostri giochi.

OUTDOOR

Nascondino
Si giocava di solito nei momenti di scarsa fantasia ludica.

Mosca cieca
Vedi sopra

Buzzico
Si trattava di passare il buzzico a qualcuno, semplicemente toccandolo. Una sorta di contagio passato con le mani. Di solito il più lento del gruppo, una volta ricevutolo, se lo teneva fino alla fine del gioco. E per questo limite non veniva però mai deriso dagli altri.

Mondi (Guerra dei)
Qui il ricordo è più confuso. Si disegnavano sull'asfalto dei cerchi nei quali si piazzava ognuno di noi e scriveva con il gesso il nome di una nazione ed uno per il mondo. A quel punto il titolare del mondo dichiarava la guerra ad una nazione e cominciava ad inseguirlo (bastava toccarlo per vincere quella battaglia). Non ricordo le altre regole né l'obiettivo del gioco.

Altalena
Non c'erano parchi giochi per noi. La felicità era trovare un cantiere edile dove gironzolare e curiosare. E qualche volta trovavamo un grosso palo appoggiato su un mucchio di sabbia. Allora avevamo scoperto un'altalena! (Una volta scivolai dal palo e rimasi impigliato ad un pezzo di filo spinato che lo circondava. Morale: mi si staccò un pezzo di carne dal braccio di circa 3 cm di diametro ed 1 di spessore e ci vollero 4 punti di grappetta - una sorta di punto metallico che veniva applicato con una odiosa macchinetta - al pronto soccorso del S.Camillo per ricucirmi il buco).

Nizza o Nippa
Si giocava con un bastone dritto di 50 cm ca. ed un pezzo più corto di 10-15 cm, con le estremità appuntite. Si poggiava il corto in terra e si colpiva con il bastone facendolo schizzare in aria. L'abilità consisteva poi nel colpirlo al volo, facendolo andare più lontano possibile. Gioco pericolosissimo per le numerose escoriazioni al volto che questo proiettile impazzito causava ai presenti. Nessuno però recriminava, nè malediceva il governo¦

Corsa e staffetta
Semplice sfida di velocità  che avveniva intorno al giardino del cortile. Non molto originale, ma noi lo praticavamo tutti i giorni.

Fionda (Muretti, lucertole, barattoli, ragazzi dell'altro quartiere)
Nel cantiere edile di prima, durante il giorno, gli operai ci costruivano a volte delle fionde fatte con i tondini del cemento armato. Robbbustisssime!. Poi noi andavamo in merceria e compravamo dei grossi elastici a sezione quadrata. In fondo agli elastici si inseriva una pezzuola, il contenitore delle pietre (sempre brecciolino preso dal cantiere). Queste fionde potevano lanciare un proietto di 2 cm anche a 80-100 mt.! Una volta, nell'enfasi della costruzione dell'arma, non avendo altro materiale, risolsi il problema della pezzuola tagliando un pezzo di un paio di scarpe di mio padre. Queste scarpe (praticamente nuove) erano costosissime perché, data una malformazione al piede, mio padre le faceva fare su misura. Quelle, a sentire mia madre, erano costate 5.000 lire e lo stipendio di mio padre superava di poco le 25.000 lire… non furono contenti, quando lo scoprirono e, di conseguenza, neanche io lo fui, dopo!

Guerra tra bande (Ragazzi della via Paal style)
C'era una feroce rivalità tra i ragazzi di via Donna Olimpia e quelli di Monteverde nuovo e Monteverde vecchio. Queste rivalità  si manifestavano con ronde di 2-3 truci ragazzi armate di fionde che giravano le strade. Se si incontravano elementi degli altri due quartieri erano sassate a non finire. A volte si verificavano tentativi di invasione nei quartieri avversari. In alcuni casi, in battaglie quasi campali, usammo anche dei rudimentali scudi di legno. E spesso ci ritrovavamo insieme ai nemici al pronto soccorso del S.Camillo.

Carrettino
Questo era un gioco geniale e, al solito, pericolosissimo. Si costruiva una piattaforma di legno di 70x40 cm. Nel retro, un manico di scopa con 2 grossi cuscinetti a sfera infilati all'estremità. Davanti un manubrio in legno fatto con una tavoletta ruotante e con un terzo cuscinetto al centro. Si saliva in cima alla scuola Trilussa in via Fonteiana, ci si stendeva sul carrettino e si partiva sul marciapiede a tutta velocità verso via Donna Olimpia. Giù in fondo c'era la fine del marciapiede ed un simpatico incrocio. e, per fortuna, poche macchine sulle quali schiantarci!

1 monta la luna
Un ragazzo si piazzava chinato con le mani che afferravano le caviglie e tutti gli altri, in corsa, lo scavalcavano declamando ognuno un verso di una sorta di filastrocca: "uno monta la luna - due il bue - tre la figlia del Re - quattro il Principino...ecc... chi sbagliava prendeva il posto di quello chino e si ricominciava.

3 3 giù giù
Variante del precedente. Due squadre di tre-quattro ragazzi ognuna, piu' il cuscinetto. Questo si metteva addosso ad una parete e la prima squadra (riceventi) si sistemava a partire da lui, in una fila china e collegata con le braccia (lo so... e' piu' difficile a dirsi che a farsi...). A questo punto la seconda squadra, un ragazzo alla volta, saltava sopra la prima. Ovviamente tutti i componenti dovevano riuscire a saltare sulla prima e, una volta fatto, si doveva recitare lentamente: "3 3 giù giù" per 3 volte. Se i chinati resistevano all'impatto ed al peso, si invertivano i ruoli delle squadre; se crollavano svenuti, si continuava ad libitum.

Corsa di tappi di birra
Qui c'e' poco da dire. Si disegnava una pista sull'asfalto del marciapiede (quando c'era) e si facevano le gare di corsa usando i tappi  della birra. La pista si disegnava con il gesso da sarta rubato alle madri (allora tutte le madri cucivano i vestiti per i bambini...).

Battimuro
Si giocava a soldi. Si gettava una moneta (5 o 10 Lit) su un muro, a turno. Se la moneta finiva ad un palmo di distanza da quella dell'avversario, si incamerava.

INDOOR

Costruzioni (solo legno)
Il mio regalo della Befana era di solito un libro. Ed era l'unico regalo che ricevevo nell'anno. Immaginate come aspettavamo mia sorella ed io quella data: il 6 gennaio! Eravamo talmente elettrizzati che non riuscivamo a dormire e passavamo la notte prima a chiederci tra noi: sara' arrivata? E' troppo presto? Basta. All'alba ci alzavamo di soppiatto ed andavamo in cucina per scartare il libro.
Un anno, pero', con grande sorpresa, al posto del libro trovai una scatola di "costruzioni" in legno da 12 pezzi! C'erano due colonne in stile romano, un paio di finestre, qualche mattone. con quella scatola giocai tutto l'anno e fu un anno epico!

Meccano
Solo intravisto a casa di Riccardo (il compagno ricco della combriccola) che di solito ci giocava da solo...

Dottore ed ammalata
Questo mi sa che lo giocano anche i ragazzini di oggi...

CONSIDERAZIONI FINALI

A parte l'aspetto socio-economico (si giocava con nulla - un gioco poteva durare all'infinito), rispetto ad oggi si puo' dire che quel tipo di attivita' ludica portava di solito ad una maggiore necessita' pratica che richiedeva regole, ruoli ed organizzazioni. Il bambino simulava realmente le situazioni che avrebbe poi affrontato da grande. Non esisteva una precoce conoscenza tecnica, ma forse una maggiore maturazione sociale.
Andando avanti con la lista, mi sono accorto (Outdoor/Indoor) che da piccoli non stavamo mai in casa! Oggi questi giochi non si fanno piu'. Al massimo si possono vedere ragazzi che giocano al pallone in un campetto. Le bambine si sono ritirate tutte nelle case. Non si gioca piu' all'aperto.
Questa cosa, pero', vale solo per le citta', mentre nei paesi i ragazzi continuano a giocare all'aperto. Abbiamo percio' diversificato la velocita' con la quale cambiamo le abitudini tra citta' e paesi. Questo dovrebbe modificare il tipo di socializzazione ottenuta nello sviluppo dei comportamenti.
I ragazzi dei paesi crescono diversamente da quelli di citta' e maturano in modo diverso. Ve ne eravate accorti?