OPERE: racconti - variazioni sull'incipit
Where #1
di Sugar
L'incipit
di Sugar
Marina si svegliò alla solita ora. Annaspando con la mano sul comodino mise a tacere la sveglia petulante: è duro l’inizio della giornata per chi ha la pressione bassa e quel giorno, poi, sembrava anche prestarsi a bioritmi negativi.... In più la notte precedente aveva studiato sino a tardi: il suo lavoro di ricercatrice in una nota Ditta Farmaceutica le imponeva un aggiornamento costante. Non che continuare a studiare le pesasse, anzi… e le ore passate in laboratorio le davano la convinzione di svolgere un’attività socialmente utile. Hai visto mai… magari una scoperta anche se non proprio rivoluzionaria, se non altro utile nell’ambito biomedico! I soliti rituali mattutini: caffè, doccia, trucco… La novità eclatante di ogni mattina stava nella scelta del bagnoschiuma: «Vediamo un po’» - disse passando in rassegna le bottigliette in fila sulla mensola - «Zucchero a velo, cioccolato amaro, pesca e mandarino, liquirizia.... bene! oggi mi sento per lo zucchero a velo... ho un’amarezza dentro.....» Dirigendosi verso la stazione della metro cercò di assumere un portamento propositivo ed ottimista... scese rapidamente le scale ed il treno era già lì ad aspettarla! «Meno male: almeno vado controcorrente! Niente affollamento, vagoni vuoti...» e cominciò a leggere il giornale in attesa di Anagnina. «Ma che ha questa stazione, stamattina?» si chiese guardandosi attorno. Aveva l’impressione che tutto fosse cambiato, la stazione - abitualmente un po’ squallida - le sembrava quella di un aeroporto: piena di animazione, negozi, luci, gente!! «Forse ho bisogno di un po’ di riposo... Esaurimento nervoso in arrivo....» e affrontò con cipiglio la scala in salita... In superficie ebbe un senso di vertigine: grattacieli a specchio, palazzi avveniristici: il solito panorama, forse un po’ squallido ma familiare e consueto, era completamente stravolto.... « Where am I?» si chiese afferrandosi al mancorrente per non cadere..... Quando si innervosiva si parlava in inglese, eredità di una madre anglosassone e di un corredo genetico britannico al 50%.
Il finale di Sugar
Raggiunse, con difficoltà, la panchina più vicina. I riflessi di quei palazzi con quei continui lampi di luce l’abbagliavano. …. Si lasciò cadere, abbandonandosi alla spalliera. «Breath-in/Breath-out!» ad occhi chiusi cercò di recuperare il controllo con profonde inspirazioni. Quando si sentì nuovamente padrona di sé li riaprì con titubanza: una piccola fessura… la palpebra sempre un po’più su… li spalancò del tutto. Si guardò di nuovo intorno: tutto stava riprendendo l’aspetto usuale: le case basse dalle facciate scolorite andavano sostituendo gradatamente i grattacieli luccicanti, ormai lontani e sfocati, le cose tornavano alla loro realtà un po’ grigia ma rassicurante. Si dette, allora, da sola della stupida! Il direttore del Laboratorio di Ricerca l’ aveva messa sempre in guardia dall’usare i prodotti ancora in via sperimentale! E lei, invece, quella mattina aveva proprio esagerato con le gocce di “Starry eyes”: le sembrava di avere lo sguardo troppo spento!
Francesca si alzò, si stiracchiò un po’, coccolò il
gatto, finì di bere il succo d’arancia. Si rimise al computer,
rilesse, le piacque… Aprì la casella di posta elettronica, selezionò “compose”,
digitò l’indirizzo: pharmacologica@virtualpress.com
Continuò a scrivere:
OGGETTO: partecipazione concorso Pharmacologica
Preg.ma Redazione
invio in allegato il mio elaborato per partecipare al concorso “Pharmacologica:
concorso di letteratura breve per racconti che abbiano un riferimento all’ambito
farmacologico o cosmetico”
Terminò la lettera con l’indicazione del proprio nome, cognome
e indirizzo e-mail. Allegò il testo.
Soddisfatta spinse il “send”. Sarebbe riuscita a vincere il primo
premio? Una confezione per un anno di prodotti “Acquolina-belle in
piscina!”, bagnoschiuma di profumazioni varie: zucchero a velo, cioccolato
amaro, pesca e mandarino, liquirizia…

