OPERE: racconti - variazioni sull'incipit

Traffico #4

di Roberto Moretti

TrafficoL'incipit di Fulvio

Ogni giorno torno dal lavoro in auto e percorro il raccordo anulare verso casa. Minimo 1 ora per 13 km.
Tre file di macchine che vanno, non si sa dove, né perché, e, purtroppo, lo fanno a passo d’uomo. Chi fuma, chi parla al cellulare, chi guarda la bionda dell’auto vicino… tutti alle prese con questo che è il più grande spreco assoluto di tempo e di risorse della nostra società!
Pensavo: “Il mio capo corre: maratona, mezza maratona, 9 km, campestre…. se le corre tutte ed è anche molto bravo, tra gli “Over 45”. Bene lui al ritmo di 3’30’’ a km, ci metterebbe 39 minuti.”
Cioè mi passerebbe davanti a razzo. Che follia è mai questa che ci obbliga a questo insano rituale da deficienti?
Bene. Oggi ero stanco e, ad un certo punto, accaldato e spazientito, ho esclamato “ma perché non spariscono tutti questi automobilisti?”


Il finale di Roberto

Fulvio chiude gli occhi e immagina che tutte le automobili scompaiano.

Riapre gli occhi e le macchine non ci sono piu'! Si guarda intorno e si scopre sul raccordo, in auto, in mezzo a gente che passeggia. Il raccordo sembra più un enorme viale alberato, con splendidi filari ai lati e al centro, che una enorme pista automobilistica...
Non c'è nulla di strano. Sono passati alcuni anni, non molti, tra chiusura e riapertura degli occhi (magia del cinema!)
Un fisico islandese ha messo a punto da pochi anni un sistema funzionante di teletrasporto a medio raggio. E' ovunque. Le vecchie fermate dell'autobus sono state convertite. Si arriva sotto la pensilina, si seleziona la "fermata di destinazione" e si da il via alla procedura. Pochi secondi e si arriva.
Le macchine non servono quasi più. Si va in ufficio in un attimo: basta andare alla fermata sotto casa (in realta' si va ovunque in un attimo...).

Bella invenzione!

Ci sono altre tre notizie che vale la pena di riportare da questo prossimo futuro:
- il sistema di teletrasporto funziona quasi con tutto. Tranne alcune particolari strutture cellulari, che non sono in grado di scomporsi e ricomporsi correttamente. La macchina sarebbe per loro fatale. Sono veramente poche ma per fortuna il bravo fisico ha messo a punto anche un sistema di analisi preventiva per stabilire la compatibilità oggetto-macchina.
- Fulvio è una di quelle persone non teletrasportabili.
- le strade non servono quasi più. Sono state riconvertite in enormi viali ad uso delle persone, che ne dispongono per il tempo libero, per passeggiare, ritrovarsi, giocare, fare sport. Servono anche a chi non è teletrasportabile, a chi deve ancora usare la macchina per muoversi. Ma il loro uso primario non è più quello di supporto a chi si muove per percorrere grandi spazi. Pertanto è consentito ancora il transito alle automobili, ma per ragioni di sicurezza queste non possono viaggiare a più di 30Km/h.

In questo sereno e disintossicato futuro, Fulvio impiega circa 1h30' per arrivare in ufficio...