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OPERE: et al - racconti collaborativi

Quale Futuro [3]

The Jag

Autore

La Grande Muraglia“Lo so! Da quando hai visto il mio nome Fabio Gradi come mittente, sei rimasto spiazzato e probabilmente quello che hai letto fino adesso ti ha convinto ancora di più che devo cambiare spacciatore. E’ la frase che mi ripeti in continuazione! Fermati, non prendere il telefono per chiamarmi, il Fabio che conosci non è lo stesso naturalmente che ti sta scrivendo dal lontano futuro. Ti prego di continuare a leggere questa mia lettera, ho riposto nella tua intelligenza molte speranze, sono certo, per quella amicizia fraterna che ci unisce dai tempi del liceo, che riuscirò a convincerti. Abbi la bontà di andare avanti nella lettura senza pensare che tutto ciò sia solo pura follia.
Come dicevo poco prima, ho bisogno del tuo aiuto altrimenti non sarei arrivato a sconvolgere la tua vita.
Ogni tanto nei momenti più neri, più bui mi chiudo nella mia stanza e apro una vecchia scatola di cioccolatini. Ogni volta che alzo il coperchio sento ancora l’odore della cioccolata e delle nocciole, dolci sapori per me ormai dimenticati. Dentro ci sono le foto di noi due insieme. Dei nostri innumerevoli viaggi. Sono una moltitudine di foto; quando ti sei comprato la macchina digitale, scattavi ad ogni momento. Eri convinto di essere un grande fotografo. Ogni cosa che passava davanti ai tuoi occhi veniva fotografato. La casa, la macchina, i figli i parenti, i luoghi. Tutto.
Guardando le foto, in uno dei miei giorni peggiori, ho visto quelle del nostro viaggio in Cina, Io e te abbracciati con lo sfondo della grande muraglia. All’improvviso ho sentito un brivido, i tasselli di puzzle sparpagliati nel mio cervello si sono cominciati ad incastrare. L’antico artefatto! Si quello gelosamente custodito nel tempio White Pagode, quell’artefatto che probabilmente anche gli alieni erano venuti a cercare. E che ora non si trova piu! Quello è, anzi deve essere la chiave di tutto. Quell’artefatto io e te però l’abbiamo visto. L’abbiamo fotografo e tu sicuramente hai quella foto. Ora viene la parte più difficile della mia lettera, Marco, credimi è di vitale importanza. Devi tornare in Cina. Organizza al più presto il tuo viaggio, con l’aiuto e la compagnia del Fabio del 2000. Ti prego! Non mi abbandonare. Se partirai, troverai a Shangai all’hotel Mao-Dse-Dong un’altra mia lettera.”
… .. Marco piegò i fogli e li appoggio sul tavolinetto di fianco al divano, era la terza volta che rileggeva quella lettera, non riusciva a capacitarsi. Con un sospiro spinse la sedia a rotelle verso la scrivania, tirò fuori dal contenitore un cd con scritto in rosso Cina 1995 e lo inserì nel computer.

 

 

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