OPERE: racconti - variazioni sull'Incipit
Periodiko #1
di Sugar
L'incipit
di Gabriele
Sono le sette e un quarto, il cielo è limpido ma fa molto freddo,
ci saranno uno o al massimo due gradi e non si prevedono miglioramenti.
Come tutte le mattine prima di salire in macchina passo dal giornalaio.
Questa mattina mi sento un po’ agitato, il giornalaio nota subito
che qualcosa non va.
“ Tutto bene, signore?” Mi domanda.
“ Si…si, grazie!” Non è vero, sento che nonostante il
freddo, la mia fronte gronda sudore.
Chiedo il solito quotidiano. “Mi dà La Repubblica?” Ma poi
aggiungo. “…Anche Il Tempo, Il Messaggero, Il Riformista e Libero..si,
si anche Il Manifesto e Il Sole 24 Ore, ..poi una copia del Giornale di Sicilia
e Oggi… si, si…Gente, TV Sorrisi e Canzoni, con l’inserto ovviamente
e Novella 2000, Eva 3000, Visto, Chi, Famiglia Cristiana, La Salute dell’uomo…si…insomma
quello con il titolo in inglese!”
Prendo un fazzolettino e mi detergo il ruscello che mi scorre sulla fronte. Poi
continuo, ma il mio pensiero è fisso su una domanda atroce che non mi
fa dormire da giorni.
“… mi dà anche…Caccia e Pesca , il Cacciatore, Pesca
2000, Vivere il Mare, Fiori e non solo, Il Giardiniere, Il mio Giardino, Giardino
Oggi, Giardino Domani, Giardinaggio quattro stagioni…”
Abbasso la voce e chiedo. “Playman, Le ore, Playboy, Eros, Erotica 2000,
Sex3000, Io Ilona e le altre….”
Il giornalaio credo capisca che le mie richieste siano solo un bieco espediente
per prendere tempo e che, forse, non gliele pagherò mai!
Prendo coraggio e mentre il giornalaio si trova sommerso dai giornali, gli domando.
“ Lei mi saprebbe dire per quale motivo il lunedi, il martedì e
il mercoledì c’è molto più traffico che negli altri
giorni della settimana?”
Detto questo, sento dietro di me lo stridore di una macchina che frena improvvisamente,
non faccio in tempo a voltarmi che due uomini in giacca e cravatta, usciti dalla
auto, mi afferrano le braccia, me le torcono dietro la schiena e mi stringono
ai polsi delle manette freddissime. Cercano di trascinarmi via.
D’un tratto quelli che sembrano essere dei poliziotti si fermano, impietriti,
salificati. Alzo lo sguardo e vedo il giornalaio che punta contro di noi una
pistola.
L’emozione è troppo forte, la vista si annebbia, sudo ancora di
più, svengo...
Il finale di Sugar
Le luci della sala di registrazione cominciano a lampeggiare: uno STOP
rosso si accende a intervalli intermittenti. I doppiatori si rilassano: a
microfoni spenti possono finalmente lasciarsi andare a quel piacevole chiacchiericcio
che segue una giornata di lavoro. Vittorio Ottolenghi, il titolare dell’Agenzia
che si è aggiudicato il lavoro, incurante della normativa vigente, si
accende una sigaretta, inspirando la prima boccata con evidente piacere. Fumatore
incallito - a dispetto del suo lavoro e delle sue corde vocali - cade presto
in… crisi di astinenza!
Un’Agenzia di doppiaggio la sua, dal nome bislacco, fondato sulle iniziali
del suo nome: “VOx VObis: VOci per VOi”. E’ sua la voce narrante
fuori campo, in forma autobiografica. Doppia il protagonista del film: un Brad
Pitt in splendida forma! E’ lui che prende tempo con l’edicolante:
un De Niro dall’interpretazione da Oscar, quando gli punta contro la
pistola, ostentando uno sguardo sornione e ironico, quasi beffardo.
Era stata veramente una fortuna aggiudicarsi quella commessa: il film è già uno
dei più attesi per il periodo Natalizio 2005. Un cast internazionale,
un regista prestigioso, una serie di effetti sorprendenti, una colonna sonora
firmata da uno dei compositori che va per la maggiore… quanto basta
per assicurare il record degli incassi!
Le altre voci le aveva scelte personalmente, con cura, fra i componenti del
suo staff. Era stato un lavoro difficile: provini su provini, ma non poteva
permettersi di sbagliare!
Accendendosi un’altra sigaretta mette in moto la sua Porche Carrera,
avviandosi rapidamente verso casa. Preso dai mille impegni, si riduceva sempre
a leggere e provare la sua parte la notte immediatamente precedente la registrazione.
Pur non confessandoselo è spinto dalla curiosità: ancora non
sa cosa accadrà nelle scene seguenti!
Pigia il piede sull’acceleratore, superando il limite di velocità.
Un’automobile blu, con il lampeggiatore sul tetto, lo sorpassa rapidamente:
ha ancora nelle orecchie lo stridore di quella frenata, ha ancora negli occhi
l’immagine di quel veicolo che - tagliandogli la strada - lo costringe,
suo malgrado, a fermarsi. Sembra un incubo! Quasi come nel film due uomini
in giacca e cravatta, usciti dall’ auto, gli intimano minacciosamente
di scendere…

