OPERE: racconti

La Legenda del Pescatore

di Sugar

La legenda del pescatoreUn pescatore pescava tranquillamente, usando la tecnica comprovata: preso il pesce era tutto un tira-e-molla per stancarlo. Gli dava lenza per fargli credere che avesse riconquistato la libertà poi, quando gli sembrava che si fosse allontanato troppo, trak! uno strappetto e lo riavvicinava… Infine, con uno strappo deciso, quando l’animale era troppo stanco per opporre qualsiasi resistenza, lo tirava fuori. Lo metteva spossato nel cestino, boccheggiante perché le branchie erano inadatte al nuovo habitat e lo lasciava morire, compiacendosi sempre più di sé stesso e della propria abilità.

Molti altri pesci assistevano a quel funesto rituale: i fortunati che non avevano abboccato all’amo. Guardavano con grandi occhi tristi e un po’ acquosi il loro infelice fratello nel suo ultimo, disperato dibattersi. Ricusavano fermamente tutto quel cerimoniale: bisogna pur assicurare alla propria vittima una morte dignitosa!

E così fu indetta fra i pesci una grande assemblea: vennero da ogni latitudine, pesci di mare e pesci d’acqua dolce…
Accorsero saraghi, spigole, orate, maccarelli, sgombri, tonni, merluzzi, carpe, trote e tanti, tanti altri pesci ancora….
Anche lo scorfano! vergognandosi della sua bruttezza si era tenuto in disparte sinché una triglia dai modi vivaci e spigliati lo invitò ad unirsi alla compagnia.
Le presentazioni si sovrapponevano le une alle altre…
Piacere, Sogliola! si presentò il noto pesce nostrano, dal profilo invidiabile: una pancia così piatta si vede difficilmente!
Piacere mio, Salmone! replicò con una leale stretta di pinna il grosso pesce dalle carni rosate… e così via mano mano che i convocati arrivavano…

Dopo i convenevoli si giunse al dunque!
Si guardarono l’uno l’altro, riconobbero le diverse specie: lo sapevano già ma - con questa riunione - volevano una conferma…
Strinsero un patto leale: non si sarebbero più fatti incantare dagli ingannevoli luccichii delle esche, non si sarebbero più lasciati ammaliare dal suono melodioso che fanno, colpendo la superficie dell’acqua… Avrebbe smesso il pescatore, nella sua tronfia tracotanza, di trattarli come marionette: era ormai universalmente riconosciuto: il pesce-marionetta non esiste!