OPERE: racconti «Incontri» atto I°
1- Anticipazioni di realtà
Stefano Caporali

Linea 8. Fermata giardinetti. 8:40 di mattina.
Facce assonnate si incrociano senza guardarsi sotto il cartellone
giallo dell’itinerario. Marco si stringe nel cappotto. Soffre
ancora lo sbalzo di temperatura tra il mattino di Roma e il
letto abbandonato da poco e controvoglia.
Dalla tasca emerge il cellulare. Un modello vecchio, avrà più di
2 mesi, ma con tutti confort.
Compone il solito messaggio:
«Linea 8 Fermata giardinetti direzione venezia»
Sceglie tra le 500 voci della risicata rubrica:«@autobus»
e invia. Certo, avrebbe potuto evitare la noiosa digitazione “intuitiva” dell’ SMS
se, qualche stupido ragazzino, non avesse dato sfogo alla sua creatività graffitando
sopra il codice rapido di richiesta stampigliato sul cartellone.
Il dormiveglia controllato è in fase conclusiva e Marco comincia
a riconoscere l’ambiente circostante. Ci sono altre 4 persone alla
fermata. Tutte sono impegnate con i cellulari. Probabilmente anche loro
alla ricerca della stessa informazione. Chissà quanti SMS si potrebbero
risparmiare con una semplice, classica chiacchierata con i vicini. Si
segna mentalmente di valutare l’opportunità di risparmio
all’esaurimento dei 500.000 SMS gratuiti inclusi nel suo nuovo piano
tariffario.
Una rumorosa polifonia interrompe il corso dei pensieri.
mitt: @autobus «10
minuti 2 fermate 4 posti a sedere 11 in piedi. Per acquistare
il biglietto inviare
in risposta
SI »
Marco esegue.
mitt:
@utobus «Ricevuta 1294857JHJU1298 biglietto corsa singola
linea 8»
Ancora 10 minuti di attesa. In 3 fermate i pochi posti a sedere
si riempiranno come sempre. I numerosi posti in piedi ispirano
però un
ottimismo che si riflette, quasi contemporaneamente, in Marco
e nelle altre persone in attesa. Inatteso arriva invece un nuovo trillo.
mitt: @autobus «Vuole comunicare con
uno dei passeggeri?»
Rimane perplesso. Forse una chat line sperimentale.
mitt: @autobus «Si o No?»
Non desiste. Marco cede per ingannare l’attesa, tanto
comunque ha 500.000 sms gratuiti.
mitt: @autobus «In
contatto con Emma: salita al
capolinea. Sesta volta questo mese. Usa anche
H e 44»
Marco è disorientato. Si guarda intorno
cercando di capire se altri sono alle prese con la
stessa situazione.
mitt: Emma@utobus «Ciao, sono Emma. Sono sull’autobus
che prenderai tra poco. Visto che lo prendi tutti i giorni
alla stessa ora potremmo approfondire la conoscenza. Mi mandi
una tua foto?»
E’ un MMS stavolta. C’è una foto.
Non è bellissima
ma carina si. Non è gentile rifiutare. "...tutti i giorni alla
stessa ora..."? ma quanto saprà di
lui? Per un attimo il pensiero che si tratti di una chat
line erotica lo inibisce.
Poi il confortante ricordo della recente normativa in materia
d’uso
degli SMS gli infonde la sicurezza necessaria. Invia e subito
riceve:
mitt: Emma@utobus «Sembri carino, certo con una 300x200 non si capisce granché.
Cellulare vecchio? Io vado in centro a comprarmi un regalo
di compleanno.
E tu?»
E’ sempre stato piuttosto timido. A differenza di altri gli
SMS non lo hanno aiutato in tal senso.
a: Emma@utobus«Allora
auguri Emma. Io sto andando a lavoro»
La risposta si fa attendere. O almeno a lui sembra così.
Si gira nervosamente ora. Pensa possa essere lo stupido scherzo
di
uno dei suoi colleghi che poi lo aspetteranno in ufficio per prenderlo in
giro per tutta
la settimana.
Eppure non vede nessuno.
mitt: Emma@utobus «Di
poche parole o il cellulare è così vecchio
da non avere la scrittura “intuitiva”? Beh comunque
sei simpatico. Grazie per gli auguri ma è domani.
E sono un po’ triste perché mi
sa che lo passo da sola»
Arriva l’autobus. Marco sale e si
guarda subito intorno. Non riconosce quei volti
con cui probabilmente ha condiviso centinaia
di viaggi in passato.
Quello che interessa a lui però non si vede. Si fa largo
con difficoltà.
Gli ci vogliono 2 fermate per arrivare a metà del pulman. Poi
finalmente la vede. I loro occhi si incrociano. Si stavano
cercando. Anche lei gli
si fa incontro. Si fermano a non più di due palmi di distanza.
Lei è seria. Lo guarda dritto negli occhi. E’ più carina
dal vivo.
Finalmente inizia a parlare:
“ Scusi, permesso, scendo
alla prossima”
Marco ingoia il sorriso che
aveva preparato per l’occasione. Si sposta senza parlare. Lei
gli passa accanto sfiorandolo. Lui sente il suo odore. E’ buono,
gli dà un
po’ di malinconia. E’ già fuori e non resta che
fissarla mentre l’autobus si allontana. E’ rimasta lì,
gli dà le
spalle e sembra trafficare con qualcosa. Trillo polifonico.
mitt: Emma@utobus «Ehi sei molto più carino dal vivo! Messaggiamoci anche domani. Ti va?»
[marzo 2004]


