OPERE: racconti
L'aspettativa
di Sugar
(racconto selezionato per il concorso InXanadu)
«L’alba
di un nuovo giorno... un giorno sicuramente migliore degli altri!!!!!» pensò Marco
mentre percorreva l’autostrada a velocità sostenuta. «Di
nuovo il mondo in tecnicolor!» si sorprese a riflettere guardando il
cielo e la campagna circostante... I colori gli sembravano più brillanti...
ma era il suo animo che aveva acquistato altre sfumature... Guidava con disinvoltura,
quasi con noncuranza... nel sorpassare le altre macchine si esibiva in manovre
eleganti, ma non azzardate... Guardandosi nello specchietto retrovisore si
piacque: gli occhiali scuri, l’intelligenza negli occhi... quel tanto
di ironia che lo rendeva accattivante nella sua vita di manager un po’ spregiudicato...
Si scostò con un gesto consueto l’eterno ciuffo che gli ricadeva
sulla fronte.
La giacca del vestito distesa sul sedile posteriore, la cravatta appoggiata
con cura, la camicia azzurra ancora aperta sul collo.... si apprestava
ad affrontare una nuova giornata di lavoro.... ma quella telefonata del
giorno
prima gli aveva cambiato la vita... ed erano passate solo poche ore...
Chi avrebbe detto che dietro il suo sguardo freddo, apparentemente un po’ cinico,
si agitassero sentimenti così profondi e contrastanti?
Fu distolto dai suoi pensieri dall’avviso di un SMS in arrivo «Un
messaggio alle 7,30??!!: non può essere che Lei!».... e il cuore
gli balzò nel petto... si indispettì anche un tantino: stava
diventando troppo sentimentale? «E’ proprio come la ricordavo:
piena di premure delicate! Sicuramente non telefona, pensando che a quest’ora
potrebbe disturbarmi, ma segnala la sua presenza con un messaggio!!» Il
traffico scorreva... lui andava veloce... non poteva fermarsi a leggere...
E poi voleva aspettare un po’... gustarsi quell’attimo che precede
l’accadimento di una cosa desiderata... centellinare l’aspettativa
come un sommelier consumato... pregustare le parole mentre già preparava
risposte.... BIIIP!!! BIIIP!! il suono si ripeteva ad intervalli regolari:
era diventato un po’ snervante... Finalmente un semaforo rosso! Aprì,
con un certo nervosismo, lo sportellino del cellulare, selezionò il
menu, scelse l’opzione... Le sue dita, troppo grandi per quella tastiera,
e la tensione lo facevano incespicare sui piccoli tasti... «Non può essere
che Lei!» si ripeté rassicurandosi e intanto sul display si
visualizzò il messaggio: «Complimenti! Ti sei ricaricato € 1,55
- iva inclusa ricevendo - chiamate dal mondo Tim!»

