OPERE: racconti

A-Pathown 534

di Sugar

A-Pathown14 luglio 4789: sorgeva un nuovo giorno sulla città di A-Pathown 534, un giorno d’estate. Lo spettacolo di quell’alba avrebbe richiesto una silenziosa, stupita contemplazione. I primi raggi si riflettevano sugli edifici a specchio; rincorrendosi e moltiplicandosi di facciata in facciata ammantavano la città di un’aura rosata, il cielo era azzurro e cirri leggeri svolazzavano all’orizzonte.
Eppure non c’era nessuno spettatore ad ammirare questa performance della natura in una delle sue migliori espressioni… Gli abitanti, indifferenti a quanto stava accadendo intorno a loro, si attardavano in sparuti gruppetti nell’algida spianata di marmo bianco che costituiva il centro della città. Il silenzio era totale: da centinaia di anni si comunicava solo col pensiero… E non c’era bisogno di affrettarsi per andare al lavoro: da tempo immemorabile ci si serviva del teletrasporto….
Quella era una città veramente invidiabile!
Sorta nei pressi di un insediamento archeologico noto come “Parigi”, era un modello di perfezione architettonica imitato in molti altri centri della galassia: un trionfo di linee ed angoli retti. Solo il Gran Maestro - nella sua qualità di capo supremo - aveva, come privilegio, un’abitazione sferica. A-Pathown ResidenzaIl suo compito non era impegnativo: non era difficile governare quella città: senza tumulti, senza sedizioni, senza guerre intestine, senza tensioni sociali o politiche, senza delinquenza.
Una città… “senza”… ecco l’unico attributo che le si poteva dare: non “felice”, né “bella”, né “minacciosa” o altro… ma solo “senza”…una città “senza sentimenti”, una città “a-patica”. E’ così che alcuni glottologi interpretavano il suo nome: “A-Pathown” (da “A-path[os]-[t]own”), ricollegandolo ad un’etimologia greco-anglosassone. Un’altra corrente di studiosi voleva, invece, che l’etimologia derivasse solo dall’inglese: “A-path-own”: “un proprio percorso”. Dato lo stato di assoluta atarassia, non c’era nessuna belligeranza fra le due scuole di pensiero. E, d’altra parte, entrambe le tesi potevano essere valide….. Infatti documenti registrati su antichissimi supporti digitali, accuratamente conservati negli Archivi Storici, raccontavano di come, più di 2000 anni addietro, fosse stata scoperta l’origine chimica di qualsiasi tipo di sentimento. E di come - approntati negli anni seguenti vaccini idonei - le popolazioni fossero state chiamate a scegliere “il loro percorso”. A seguito di una votazione universale iniziò il periodo delle Grandi Migrazioni. Chi aveva optato per il vaccino cominciò a riunirsi in nuove città, città “A-Pathown”, senza sentimenti, distinte solo da un numero progressivo.
Sulla storia dei secoli successivi regnava, però, il buio assoluto: non c’era nessuna testimonianza che spiegasse come, fra tutte le città della terra, fosse sopravvissuta solo A-Pathown 534!
Ma di tutto questo gli abitanti non si preoccupavano minimamente: come avrebbero potuto? Erano… A-Patauni!
Nonostante tutto la città tutelava memorie del passato: nel Museo di Archeologia Tecnologica (MAT) erano gelosamente conservati alcuni primordiali strumenti, figli di una tecnologia e di una logica approssimativa ed ingenua: PC, riproduttori MP3, lettori DVD, videoregistratori, videocamere e cose simili. Da questi reperti e dalle testimonianze registrate su rudimentali supporti (floppy-disk, CD-Rom, DVD ecc.) gli A-Patauni prendevano coscienza di come - in millenni passati - gli uomini fossero stati governati da strani stati emotivi: i sentimenti!
In città c’era anche una zona archeologica, nota essenzialmente per un raro reperto: Il grande pollice, A-Pathown Polliceun bronzo dell’altezza di dodici metri, ascrivibile alla fine del XX sec. Il monumento aveva un indiscusso valore artistico: il dito era rappresentato con rigorosa precisione: le pelle, fitta di un reticolo di piccole rughe, denunziava l’appartenenza ad un essere umano di età matura… Non era ben chiaro il sesso, anche se la morfologia generale e la forma dell’unghia inclinava per un individuo di sesso maschile…. La valenza del monumento, però, trascendeva il mero valore artistico: ne aveva uno - e ben più grande - metaforico! Come, nell’ambito della mano, il pollice ha la funzione di opporsi alle altre dita, così quel pollice di freddo bronzo celebrava qualsiasi forma di “opposizione” che gli uomini avevano esercitato in passato come via per l’evoluzione ed il progresso; esaltava la “capacità di contrasto”, una dote che quegli uomini del Quinto Millennio non possedevano più… Ma non se ne facevano certo un cruccio…..
Il monumento era visto più come una curiosità… un luogo di appuntamento… «Allora ci vediamo al “Grande Pollice” alle 5!» concordavano, telepaticamente, i ragazzi.
E sì, perché anche loro si riunivano, praticavano insieme sport…. ma era un modo di aggregarsi del tutto spento…. Non essendo animati da nessuna passione - né sportiva, né politica, né ideologica - questi incontri si svolgevano nell’indifferenza più assoluta….. più per consuetudine che per il piacere di stare insieme….
Già… la consuetudine… era quella, forse, l’unica legge non scritta ma imperante ad A-Pathown… Per consuetudine ci si incontrava, per consuetudine si andava a teatro, al cinema, ai concerti, alle mostre ma nessuna emozione… nessuna curiosità traspariva dagli spettatori distratti…
Per consuetudine le coppie si sposavano o convivevano…. Non c’era altro motivo! Nessuno soffriva di solitudine… nessuno si innamorava…. E il sesso? Una barbara usanza delle civiltà - se poi si potevano definire tali - trascorse. «Ma che gusto ci provavano in quelle strane ginnastiche scomode ed, almeno all’apparenza, faticose…?!» si chiedevano gli A-Patauni quando, visitando il MAT, si imbattevano nella Sezione “Film a luci rosse”….
Ovviamente la riproduzione non era un problema! Tutto avveniva in provetta! Gli embrioni, selezionati geneticamente, crescevano in incubatrici stra-sofisticate! I piccoli, dopo essere stati immunizzati col noto vaccino, venivano poi affidati alle Istituzioni Pubbliche che facevano da famiglia. Di fatto si realizzava quanto aveva acutamente presagito il Penco millenni prima, in un saggio tramandato come un cult: «[…] In qualche modo queste strutture andranno a costituire una nuova forma di famiglia polinucleare o estesa […] e permetteranno a molti bambini di crescere insieme. […]»
Gli A-Patauni erano così tutti bellissimi, tutti perfetti. Solo gli occhi svelavano come una mancanza…. belli nella forma e nei colori delle iridi ma del tutto privi di espressione… senza un briciolo di emotività!

Dopo quella bell’alba, il giorno stava passando senza avvenimenti di rilievo. A metà pomeriggio XY4760-80… - gli A-Patauni, non apprezzando la bellezza di un nome proprio, erano identificati solo da una formula alfanumerica: due lettere (XY=M; XX=F) +l’anno di nascita + un numero progressivo all’interno dello stesso anno - XY4760-80, dunque, tornò a casa appena un po’ prima del solito…. Pensava di trascorrere il resto della giornata in completa atarassia …«Que vous êtes belle! Germé d’une graine apportée d’on ne sait où! Je me regrette beaucoup! Je n’ai jamais respiré une fleur….» già nell’ingresso lo raggiunsero affermazioni verbalmente articolate con un tono di voce udibile! Dopo secoli di telepatia! XX4765-70 - sua moglie - stava esprimendosi in una lingua stramorta, quella dei loro lontani progenitori: il francese! «Je n’ai jamais regardé une étoile… Je n’ai jamais aimé personne!» concluse la voce femminile… XY4760-80 si avvicinò, attento a non far rumore… dalla fessura della porta la poteva vedere chiaramente china su una piantina, curva su una piccola rosa rossa, dai petali vellutati: mentre l’annaffiava le parlava…. avrebbe detto... “con amore”, se avesse avuto nozione di quello stato emotivo! Una stupida rosa rossa! di quelle che bordavano le aiuole della città!!!!! Se avesse provato sentimenti ne sarebbe stato sconcertato: sorprendere sua moglie dialogare con una pianta! E poi… andava dicendo parole senza senso…. Con una certa luce negli occhi, per di più…. Pensò comunque di essere di troppo e - senza farsi sentire - uscì nuovamente…. Si diresse verso il centro, alla Blanche Esplanade: uno stano trambusto… un affollarsi di maschi, più o meno coetanei, tutti verso la stessa direzione… un ping-pong di comunicazioni telepatiche: la stessa notizia rimbalzava da una mente all’altra: tutte le giovani mogli erano state trovate alla prese con un fiore… una rosa, una gerbera, un tulipano, un girasole….
Si interrogarono rapidamente, decisero all’unanimità: le avrebbero seguite mentre - come ogni sera - praticavano jogging nella Riserva Naturale appena fuori città….
Tutte belle, slanciate, atletiche correvano a piccoli gruppi: forme perfette, movimenti elastici, armonici ed aggraziati… Dopo una mezz’oretta si fermarono in una piccola radura… il tramonto allungava le ombre… una falce di luna si disegnava nel cielo… Venere - la prima stella - si intravedeva con un tenue luccichio…. Un rumore attutito, un calpestio soffocato: parte del prato si sollevò, come una botola nascosta… ad uno ad uno vennero fuori giovani uomini dall’aspetto decisamente inconsueto, morfologicamente diversi fra loro: alti, bassi, robusti, magri, chi con la barba lunga, chi con il cranio rasato; mai si era vista una simile eterogeneità! Si avvicinarono alle loro donne: l’atteggiamento era di chi avesse già una confidenza nota … XY4760-80, nascosto con gli altri là dove la vegetazione era più folta, sentì sua moglie esclamare «Philippe! Mon cher!» Uno di quegli Intrusi - se non altro il più bello - le sedette vicino … l’abbracciò… cominciò a parlarle fitto fitto…«… et voilà: nous nous sommes trouvés ici!». XY4760-80 era riuscito a cogliere pochi brani della conversazione, ma abbastanza per ricostruire, per sommi capi, gli eventi: gli sconosciuti, discendenti degli ultimi abitanti di Parigi che avevano rifiutato il vaccino - dopo aver vissuto in città sotterranee per un tempo infinito, dove si erano rifugiati nel timore di un impatto con un meteorite di dimensioni gigantesche - avevano deciso di tornare in superficie e così… poco tempo prima… durante una missione esplorativa… era avvenuto l’incontro con le belle A-Pataune… anzi! Se aveva capito bene, anche le loro donne avevano deciso di salire all’aperto, incuriosite dai racconti che seguivano ogni incursione in superficie: la bellezza dei paesaggi… la luce del sole… la magia di un cielo stellato….
La verità cominciava a profilarsi, ma gli A-Patauni non riuscivano ancora a capire come le loro donne potessero dare tanta confidenza a degli sconosciuti e poi… così strani, se non proprio brutti. Con quegli occhi pieni di un’espressività quasi imbarazzante!!!!
« La tempesta magnetica! E quei misteriosi raggi fucsia e blu cobalto che ci hanno bombardato per giorni e che ci hanno avvolto in aloni fosforescenti per qualche tempo!» all’unisono moltitudini di menti formularono lo stesso pensiero! Un evento imprevisto, scientificamente inspiegabile, accaduto pochi mesi prima di cui non si era ancora valutata la portata, di cui non si erano individuati gli effetti e le conseguenze…. «Ha forse compromesso la validità del vaccino!!!!! Accanto a un portatore-sano-di-sentimenti l’immunità si vanifica….» Ecco un’ipotesi plausibile che rimbalzava da un cervello all’altro. Poteva essere così! Anzi…. lo era sicuramente, a giudicare da come le coppie si abbracciavano guardando il cielo riempirsi di stelle, aspirando il profumo dei fiori che gli Intrusi avevano portato in omaggio!
«Siamo tutti in pericolo! La nostra civiltà è minacciata!» fu l’ultimo pensiero che XY4760-80 riuscì a trasmettere ai suoi compagni prima di essere ghermito alle spalle da una bruna passionale, a capo di un manipolo di tante altre creature - tutte diverse le une dalle altre ma sicuramente di sesso femminile - che si erano materializzate alle loro spalle, sbucando anch’esse da un tunnel nascosto…
Ormai il buio avvolgeva tutto, interrotto a tratti dai raggi della luna…. Lame di luce opalescente che sembravano attardarsi con studiata attenzione sulle belle A-Pataune abbracciate ai loro Intrusi, sui loro profili sinuosi che - alla luce fioca - andavano rivelando una strana rotondità all’altezza del ventre…
Una forma sino ad allora sconosciuta…

 

[ottobre 2004]