OPERE: Spoon River Anthology revisited (by Jag)
Memorie dal Parco
Dieci
Silvio il Palla
di
Stefano Caporali
Ammorbavo i direttori con le mie interpretazioni
da leccapiedi tutto inchini e adulazioni.
Poi, da consumato artista d'arte varia,
diventavo un capetto borioso e pieno d'aria.
Quella voce sull'andatura stravaccata non è vera,
è
solo che rimbalzavo per la mia forma a sfera.
La misero in giro i miei sciocchi assistenti,
invidiosi dell'esser troppo competenti.
Perchè se mai qulacosa gli ho insegnato,
è
che qui solo l'incompetenza ha pagato.
Però non seppi mai far venire a galla
perchè mi chiamassero "Silvio er Palla".
Questo il mio dubbio e solo 3 le opzioni:
- perchè brillavo in compagnia e conversazioni,
- o per il contenuto delle mie panciere,
- o per il mio ego, gonfiato a 20 atmosfere?
Ale Oh Ops
di
Stefano Caporali
Mettiamo in chiaro una cosa importante:
la mia convinzione, una delle tante,
è che il cuscino, in hotel, non svanì per mia sfiga,
ma furon due buffoni a prendersene briga!
Per questo non accetto, nè il perchè nè il come,
proprio loro m'affibbiarono "ops" per soprannome.
A maggior ragione se dipende da quel fatto cretino
che avvenne al Lotusphere di Berlino.
Sì, rifiutati di certificare come partner applicativo,
quel masotto invadente e primitivo;
e Sì, lo dissi al mio dirigente forte e chiaro,
che per me quello era solo un cantinaro.
Ma fu lui, col faccione sudato ed irridente,
che si presentò, a quello stesso dirigente,
agitando tronfio quel suo sciocco trofeo
assegnato da Lotus al "Miglior Partner Europeo"

