OPERE: brani
Un viaggio
di Fulvio Lanna
Quella
mattina Marco si alzò più presto del solito. Aveva una strana fretta,
un ansia che non si spiegava semplicemente con un viaggio. Fosse stato
per turismo... "ma un viaggio come quello che sto per fare, non si
raccomanda a nessuno", pensava.
Vabbe', inutile starci a pensare ancora.
Prese lo scarso bagaglio e scese in garage.
La macchina. Anche lei sembrava adattarsi bene a quello che stava per verificarsi.
Era un'utilitaria con motore da media berlina. Una presunzione di aspirazioni
superiori. Ma pur sempre utilitaria... un destino segnato già alla catena
di montaggio. Un destino segnato...
Tra tutti questi pensieri cupi, partì.
Il viaggio non era poi neanche lunghissimo: frontiera, Svizzera, Germania,
Cecoslovacchia. Calcolo', ad andare tranquilli, 7-8 ore.
Utilitaria si', ma con autoradio a tutto volume, quasi a stordirsi.
Vasco Rossi cantava (come sempre a squarciagola) ed i kilometri passavano,
eccone un altro.. ed un altro ancora... era una specie di conto alla rovescia.
E cosi' la musica, il rumore del motore, il conto dei kilometri, i suoi
pensieri tristi, si fusero in una sorta di trance in un miscuglio di sensazioni
all'interno del quale viaggiava. Non era piu' su un'autostrada, era dentro
uno stato d'animo. Un tunnel.
Come non lo capi' neanche lui, ma arrivo' a Praga. Sapeva gia' dove recarsi,
aveva studiato la cartina della citta' per molti giorni ed aveva scelto
con cura il luogo.
Parcheggio' nelle vicinanze, scese dalla macchina e si allontano senza
neanche prendere le poche cose del suo bagaglio.
Un altro isolato, poi si infilo' in una stradina. Alcuni passi...
Eccomi sono arrivato.
Sono finito in un vicolo ceco.
E malgrado Vasco urlasse ancora nella sua mente "... ti distingui dall'uomo comune.." lui, ancora una volta, non era riuscito a distinguersi dal "luogo comune"...

[2004]

