OPERE: brani della selezione «Star dust memories»
Amor che move il sole
E
l'altre stelle...
di Sugar
(Dante, Divina Commedia, Paradiso, XXXIII, v. 145)
17 agosto 2007
Michela
si svegliò di buon umore, mentre un presentimento anzi, una certezza,
le frullava in testa: quella sarebbe stata una giornata felice! In cuor
suo l’aveva già definita: Il ritorno del figliol prodigo! Sarebbe tornata la figlia dalle vacanze: campeggio in Puglia. Veramente
i progetti
iniziali erano diversi: quella doveva essere la prima vacanza col suo ragazzo!
Studiata con cura, sin da marzo avevano prenotato due settimane in un residence
immerso nel verde a Santa Teresa di Gallura, uno dei più bei mari
della Sardegna… anzi d’Italia… anzi del mondo! Ma come
si sa “L’uomo propone e Dio dispone”: in questo caso
il Deus ex machina era stata la Provincia di Roma che aveva bandito un
concorso
per un Master in “Tecniche bancarie”.
Ti pare che lo vinco? le aveva chiesto, con qualche perplessità, Viola
compilando la domanda. La risposta le appariva scontata ma la ragazza, diligente
specializzanda in “Comunicazione d’impresa”, aveva continuato
a riempire il modulo… Sarebbe stata una favola e… come tutte
le favole che si rispettino… ebbe un lieto fine…. Guarda!!!!!
Sono stata ammessa!!!!! balbettava Viola per l’emozione, scorrendo
la graduatoria pubblicata su Internet. Unico neo: il Master si sarebbe tenuto
da luglio a dicembre, con una breve interruzione intorno a Ferragosto! Non
era certo il caso di rifiutare ma….. addio Sardegna!
Detto fatto: i progetti furono rivisti, certo si doveva organizzare una
vacanza improvvisata, proprio nel periodo in cui tutto era stato già prenotato!
Vacanza in campeggio! Fu la soluzione trovata da entrambi, ospiti in qualche
modo dei genitori del ragazzo, Sandro, che tenevano da tempo una roulotte
in Puglia! Nell’attesa dei due “colombi” avevano già organizzato
tutto: una tenda solo per loro e quanto era necessario per un soggiorno piacevole….
E’ inutile negarlo – rifletté Michela stiracchiandosi,
mentre pensava agli avvenimenti trascorsi – si tratta ormai
di una situazione più o meno “ufficiale”.
Veramente Viola e Sandro erano rientrati a Roma dalla sera prima… Vi
veniamo a prendere alla stazione? aveva azzardato, timidamente, al cellulare
Michela. Ma immaginava già che i due avrebbero preferito passare l’ultima
notte insieme nella capitale. Avevano allora concordato che li avrebbero
raggiunti con comodo il giorno seguente, nell’amena villetta di Fregene
dove Michela e il marito, sua madre e la badante, sua sorella ed il cognato,
e un numero imprecisato di amici “in entrata” ed “in uscita” passavano
quei giorni canicolari.
Il ritorno del figliol prodigo! Era proprio quella la sensazione che provava!
Anzi, la vera sensazione che provava - a precisarla meglio - era come se
fossero tornati dal viaggio di nozze! Pensò ai 24 anni, trascorsi… anzi… volati!
Pensò a come fosse cambiato il rapporto fra lei e la figlia: una nuova
sorta di equilibrio. Era emozionata… aspettava di vederla…lei,
Rospetto rosa, come le era apparsa per la prima volta, scalpitante e piangente,
nella sala parto del Policlinico Umberto I, in una calda domenica di agosto
di ormai tanti (sob!) anni prima!
Michela si era preparata già per tempo a quel ritorno: quando era
mossa da una forte motivazione niente le pareva faticoso, faceva tutto con
allegria. Aveva deciso di marinare la giornata di spiaggia: voleva preparare
un buon pranzo! Donna (quasi) in carriera frequentava sporadicamente i fornelli
ma… quando ci si metteva… i risultati erano più che lusinghieri!
E poi il cielo è un po’ nuvolo, la temperatura appiccicosa:
sarebbe una giornata sprecata, in spiaggia! Mentì a sé stessa
che abitualmente non rinunciava a una giornata di mare per niente al mondo,
qualunque fossero le condizioni atmosferiche! Meticolosa, aveva iniziato
i preparativi già dal giorno precedente: la prima pietra miliare,
insindacabile, era una parmigiana preparata nel rispetto delle regole! Così il
pomeriggio precedente, dopo aver effettuato gli acquisti necessari - coadiuvata
da Giulia (l’amica di sempre, praticamente ospite fissa) e dalla sorella
- aveva provveduto alla fase più fastidiosa: la frittura delle melanzane!!
E in contemporanea si era dedicata alla preparazione del ragù e della
salsa di pomodoro.
A dispetto della sua precisione spesso, quando si cimentava nella parmigiana,
alla fine le mancava qualche fetta per chiudere decorosamente l’ultimo
strato e doveva ricominciare da capo: sbatti l’uovo, infarina ecc.
ecc. Questa volta aveva deciso di procedere scientificamente: avrebbe messo
a scolare sullo scottex le fette di melanzane già fritte nella teglia
in cui pensava di preparare la succulenta pietanza, in modo di avere la certezza
che fossero sufficienti a completare tre strati. Ci sarebbe stata, ovviamente,
qualche fetta in più d’emergenza: lo dicevano anche i Latini:
Melius abundare….
Tutto OK! Tutto sottocontrollo! Si sa quanto, per una persona “geneticamente
ansiosa” come lei, fosse importante il “controllo” delle
situazioni e delle cose…
Terminato di sorseggiare il caffè, rito che da anni celebrava seduta
sul gradino davanti alla cucina, immersa nel profumo del gelsomino e rallegrata
dai colori vivaci delle ortensie, si apprestò a preparare la parmigiana
nella teglia prescelta: l’ultimo atto di una rappresentazione di cui
una parte - quella più noiosa, la frittura – era già andata
in scena! Dispose nell’ordine necessario tegami e piatti sul lungo
tavolo di legno chiaro che divideva la zona cottura dal living: quella villetta
così amata era semplice e funzionale. I raggi di sole che entravano
dalle finestre giocavano a rimpiattino specchiandosi sulle pentole d’acciaio
e riflettendosi sui muri bianchi, rincorrendosi da una parete all’altra.
In un’acribia “tayloristica” dispose i recipienti in modo
da rendere sequenziali e funzionali i movimenti : una sorta di catena di
montaggio.
TUTTO BENE! Ce ne è a sufficienza per realizzare tre strati!!!!! Peccato
però, che nello stesso momento in cui formulava questo pensiero trionfalistico,
si rese conto che gli strati da sovrapporre erano quattro!!!!!
E allora….. solito rituale: sbatti l’uovo, infarina, friggi!!!!!
L’operazione, però, si concluse in modo “rapido ed indolore”,
coadiuvata questa volta da Giulia e Fiorentina (la badante): si sa, in molte
occasioni, la solidarietà femminile è la chiave vincente!
Alle 11 infornava una delle più riuscite performance di parmigiane
degli ultimi tempi!
Alle 11.45 sfornava una delle più belle espressioni dell’arte
culinaria nostrana: difficilmente si ottiene una crosticina così dorata
e croccante al punto giusto!
E’ proprio vero: l’amore è il motore di ogni cosa! Amor
che move il sole / E l’altre stelle…
E poi continuò con il resto: petti di pollo soffritti, guarniti con
sottiletta e prosciutto cotto, adagiati su un letto di piselli! Poesia della
cucina nostrana! E’ un piatto che presenta almeno due vantaggi: si
prepara prima e poi - ma non certo in ordine d’importanza - è fra
i preferiti di Viola. Occupa sicuramente un posto di rilievo nella Top Ten
dei suoi gusti!
All’altra estremità del tavolo anche Fiorentina aveva il suo
daffare, impegnata nella preparazione della sua mitica salsa di melanzane
(ricetta “rumena” D.O.P.) da spalmare sulle bruschette dorate
della Buitoni come antipasto. Si esibì, addirittura, in duplice modalità:
salsa tout-court e salsa con maionese: per valori statistici è doveroso
dire che - su una giuria di nove commensali - quella con maionese superò di
una misura (5 su 4) quella più leggera.
Si passi ora al dessert! Sempre la paziente Fiorentina fu incaricata di preparare
le sue insuperabili bombette fritte! Una delizia per il palato! La “dolce” fine
di un pranzo con la “P” maiuscola!
Naturalmente tutto “alla faccia del colesterolo!”
Finalmente, quando tutto fu riassettato, quando tutto fu ripulito, dopo
che Michela riuscì a togliersi di dosso, con un’energica doccia,
il puzzo di fritto e l’aroma di pura “eau de cucine”… finalmente
- dicevo - mentre dalla sua pelle emanava solo una sottile fragranza di bagno
schiuma agli agrumi… finalmente - stavo dicendo - eccoli! O meglio: “eccoLA!!!!!!”
Vedendola, un pensiero attraversò la mente di Michela, veloce come
una saetta: Non lo nascondo! Parteggio per LEI !!!!!!!!!!!
Bella, felice, innamorata avanza - come in un rallenty - camminando su una
nuvola rosa! Abbronzata, con i capelli a méches naturali, schiarite
dal sole! E’ lei: Rospetto rosa! E sono passati 24 anni!
Porta con eleganza alla caviglia una bella cavigliera d’argento, rilucente:
la mostra, contenta, alla madre. Ti piace? Me l’hanno regalata Sara
e Anna! (n.d.r.: la futura cognata e la futura suocera)
LEI!!!!!!!!!!!!! Che aveva guardato con non celato disgusto le cavigliere
(d’argento e d’oro) che la madre aveva indossato via via negli
anni.
LEI!!!!!!!!!!!! Che guardava con una certa perplessità e sospetto
una madre il cui arrivo era anticipato dal tintinnio dei ciondolini!
LEI! Protende la caviglia e le mostra la particolarità della lavorazione,
mentre la catena luccica al sole che compare e scompare, giocando a rimpiattino
fra le nuvole.
E poi i racconti: le lunghe passeggiate, il moto continuo, la vita di campeggio
ecc. ecc. tutto inframmezzato da sorrisi e occhi brillanti…
LEI!!!!!!!!!!!!!!! Abitualmente la pigrizia in persona!
LEI!!!!!!!!!!!!!!! Che pratica la doccia, in un bagno fornito di ogni confort,
più volte al giorno!
Michela la guarda incantata e stupita… Potenza dell’amore, l’Amor
che move il sole / E l’altre stelle…
Tutti seduti attorno al tavolo accogliente, sotto il gazebo sistemato sul
prato all’inglese sul retro del giardino, il pranzo procedeva alla
grande. L’atmosfera era distesa e cordiale, le pietanze più che
apprezzate… E poi…. ecco a che porta l’incomprensione linguistica!!!!
Enrico - il felice padre - si complimenta con Fiorentina per la bontà delle “bombette” fritte,
ma aggiunge che sarebbero state ancora migliori se riempite di “crema!”.
Alle sue parole Fiorentina scatta, spinta dalla sua talebana obbedienza,
figlia della repressiva educazione socialista… si precipita in cucina
e….. dopo una decina di minuti ne fuoriesce con una fornitura quasi
industriale di “crepes”. La poverina aveva confuso “crema” con “crepes”!
Il lavoro andava comunque premiato e così Viola e Sandro furono immantinente
spediti al supermercato per acquistare Nutella e marmellata d’arance,
rigorosamente amara: indispensabile complemento alle crepes.
Morale: mangiarono in maniera invereconda! A loro discolpa bisogna riconoscere
che saltarono, però, la cena.
Nel tardo pomeriggio, superati in qualche modo i postumi del pranzo, fece
la sua comparsa il tavolo da ping-pong. Bello, azzurro e bianco, di misura
regolamentare, era stato un acquisto dell’anno precedente, in sostituzione
di quello vecchio, verde, ormai troppo rovinato.
Scendono a tenzone Enrico, Sandro, Viola: tre giocatori di tutto rispetto.
Michela rinuncia a fare il quarto: ormai, fuori esercizio da troppo tempo,
sarebbe l’asso… perdente nella manica!
Si siede sul solito gradino e guarda…
Si sfidano a due a due….
Dopo una serie di partite che vedono la superiorità di Enrico, l’ultimo
match è fra lui e Sandro: un combattuto 21 a 20 per Sandro!
Michela guarda Enrico con un sorriso complice, ironico e un po’ beffardo:
Non me la conti giusta, vecchio mio! Lo hai fatto vincere per non farlo sentire
a disagio. Per non sminuirlo agli occhi della ragazza!
Non lo avrebbe mai fatto in altre circostanze, non si sarebbe mai dato per
vinto!
Amor che move il sole / E l’altre stelle…
La giornata era stata bella ma faticosa…quando Sandro andò via
Michela e Viola si chiusero in camera da letto: nel “lettone” cominciarono
con il “ciù-ciù-ciù” e il “bla-bla-bla” che
sono soli di madre e figlia…. Da cui i padri sono rigorosamente esclusi… E
via con i raccontini, le foto nel cellulare, le confidenze…
Affetto e complicità, chiacchiere e sorrisi….
Amor che move il sole / E l’altre stelle…

